Abu NassimAbu Nassim, conosciuto con il nome di battaglia di Moez al-Fezzani, nato a Tripoli ed arrivato in Italia nel 1988, ha lavorato per diverso tempo nei campi di Casal di Principe.

L’extracomunitario era stato assunto nella raccolta del tabacco, ed in quasi 30 anni di permanenza sul territorio nazionale, è tornato più volte a lavorare nei campi agricoli dell’Aversano, fino a quando non si è trasferito a Milano, come ha raccontato lui stesso negli interrogatori davanti al giudice Guido Salvini. Ed è proprio nel capoluogo lombardo, frequentando le moschee milanesi, che si sarebbe avvicinato allo jihadismo militante.

Abu Nassim, considerato uno dei terroristi più ricercati dalle autorità tunisine, venne arrestato con l’accusa di far parte di una cellula del Gruppo salafita, ma nel 2012 fu assolto. Nonostante l’assoluzione fu ugualmente espulso perché ritenuto pericoloso. Infatti, nel giorno della sua espulsione durante il viaggio verso Malpensa, si lanciò dall’auto della polizia in corsa a 90 chilometri orari. Sopravvissuto, era riuscito a nascondersi a Varese prima di essere catturato pochi giorni dopo. Ai poliziotti che lo imbarcavano sull’aereo per Tunisi aveva detto «sentirete ancora parlare di me». Oggi i servizi segreti di mezza Europa lo indicano come un personaggio chiave dello Stato islamico in Nord Africa. In Italia, da tempo si indaga sulla sua rete di contatti, a destare preoccupazione sono gli uomini che già gli avevano giurato fedeltà diversi decenni fa e che oggi potrebbero a loro volta essere stati ingaggiati dall’Isis, alcuni di questi potrebbero trovarsi anche tra l’Aversano e il Giuglianese.

Attualmente le forze libiche di Zintan, alleate del generale Khalifa Haftar, hanno reso noto di averlo catturato. Moez al-Fezzani, considerato uno dei principali reclutatori di jihadisti in Italia, sarebbe stato catturato insieme ad altri 20 esponenti dell’Isis in una località tra le città di Rigdaleen e di Al-JMail, nell’ovest del paese.