
Il cadavere di Vincenzo Ruggiero, il 25enne di Parete ucciso e smembrato ad Aversa il 7 luglio dello scorso anno, si trova ancora a disposizione della Procura, che nei giorni scorsi ha ordinato una nuova perizia ed un altro test del DNA sui resti ritrovati.
Per il massacro del giovane attivista gay è accusato Ciro Guarente, ex marinaio 35enne, attualmente rinchiuso in carcere. Secondo gli inquirenti, Guarante avrebbe ammazzato, fatto a pezzi, cosparso di acido e murato in un garage di Ponticelli Vincenzo Ruggiero, poiché ritenuto rivale in amore.
Intanto, i familiari della vittima non riescono ancora a dare una degna sepoltura al loro congiunto.
I magistrati, coordinati dal Procuratore capo Francesco Greco, hanno infatti ritenuto opportuno ricomporre la salma ed avere la sicurezza che quei resti appartengono effettivamente al 25enne paretano, dal momento che lo smembramento e il tentativo di eliminazione del cadavere, anche attraverso l’utilizzo dell’acido, ha reso molto più complesso il riconoscimento, complicando il lavoro dei medici legali e degli esperti chiamati a dare delle risposte certe.
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