
Giusto mezzo secolo fa, l’uomo compiva il suo passo più importante verso la conquista dello spazio: la conquista della Luna. Il nostro unico satellite naturale, tanto vicino eppure così lontano.
Due uomini, Neil Armstrong e Buzz Aldrin, ed un impresa che avrà seguito con altre cinque missioni, che vedranno esseri umani ‘passeggiare’ sul suolo lunare.
Quella che è passata alla storia come la più grande impresa dell’umanità, resta comunque un successo tutto made in USA. Quello che successe nel luglio del 1969 fu la vittoria degli Stati Uniti, la vittoria postuma di John Kennedy, la massima espressione della propaganda a stelle e strisce.
Dal 1972, dopo l’ultima missione Apollo, la 17, nessun gruppo o singola nazione è riuscito a conseguire un successo simile.
Ma come già detto fu soprattutto la vittoria degli States, infatti bisogna collocare questa impresa spaziale nel giusto contesto storico.
Era il 5 maggio del 1961 quando Kennedy annuncia al congresso che nel giro di 10 anni gli Stati Uniti avrebbero mandato un essere umano sulla luna, “non perché era facile ma perché era difficile”.
Il 1961 non fu un anno facile per l’America e per il Presidente Kennedy. Non furono solo gli anni della guerra fredda con l’allora Unione Sovietica; nel 1961 era in pieno svolgimento il conflitto in Vietnam, dal quale gli Americani non ne uscivano proprio bene, era da poco più di un mese fallito l’assalto a Fidel Castro con la sconfitta cocente alla Baia dei Porci e dal punto di vista tecnologico, arrivavano notizie poco rassicuranti dall’Unione Sovietica che dopo aver lanciato nello spazio il primo satellite spia, lo Sputnik, era riuscita a mandare anche il primo uomo nello spazio, l’astronauta Yuri Gagarin. Inoltre erano gli anni della lotta sociale e della lotta al razzismo portata avanti dal Movimento per i diritti civili degli Afroamericani di Martin Luther King.
Serviva un’impresa, qualcosa che oltre ad unire il popolo americano, dimostrasse al mondo chi fossero i più forti e così si scelse la conquista della Luna, la nostra affascinante e misteriosa compagna di viaggio nel cosmo.
Kennedy non assisterà alla sua vittoria politica, perché il folle assassino Lee Harvey Oswald gli sparerà a Dallas il 22 novembre del 1963, così a portare avanti il progetto sarà Lyndon Johnson, ma è sotto la presidenza Nixon che l’america realizzerà con successo le 6 delle 7 missioni Apollo che porteranno 12 astronauti sulla luna.
L’impresa della missione Apollo 11 fu quella che consegnerà per sempre alla storia 3 eroi, Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Michael Collins il pilota del modulo di comando rimasto in orbita durante tutta la missione.
Da quel lontano luglio 1969 ad oggi di tempo ne è passato, abbiamo un pianeta in meno nel sistema solare, Plutone, abbiamo scoperto altre lune di Saturno e Giove, abbiamo mandato le nostre sonde su Marte, altre sonde oltre i confini più remoti del nostro sistema solare, abbiamo creato la Stazione Spaziale Internazionale. Tutti abbiamo immaginato l’inizio dell’era della conquista dello spazio ma così non è stato. L’uomo non ha più messo piede fuori dall’orbita terrestre, non è arrivato in nessun altro posto, ed invece di conquistare nuovi mondi, ha preferito continuare a stare coi piedi per terra. C’ è chi guardando in cielo, sognando la Luna e i viaggi spaziali di Star Trek ha dovuto invece fare i conti con l’ Afghanistan, l’Iraq, Chernobyl, Fukushima, l’Amazzonia, una involuzione che nessuno il 21 luglio 1969 immaginava.
Giuseppina Gagliardo