Ospedale Moscati Aversa

“Sono qui a darvi notizia di 3 nuovi casi positivi ad Aversa. Ho già sentito i nostri concittadini telefonicamente, a loro l’augurio di una pronta guarigione.La situazione relativamente alla nostra città è la seguente: 11 positivi (di cui 1 deceduto, 1 guarito); 73 negativi; 17 in attesa”, ha fatto sapere il sindaco di Aversa, Alfonso Golia.

“Il fatto che il numero dei positivi sia aumentato tra ieri e oggi oltre la media a cui eravamo abituati, – continua il primo cittadino –  è dovuto al fatto che essendoci più strutture abilitate agli esami (tra cui l’Ospedale Moscati), i responsi arrivano più velocemente. Ora in Giunta stiamo per approvare misure rivolte alle famiglie aversane in difficoltà. Stanno già arrivando donazioni al conto corrente istituito dal Comune e ringrazio quanti stanno devolvendo anche solo piccole somme. Il Presidente De Luca ha prorogato fino al 14 aprile le misure relative all’obbligo di stare in casa e di divieto di spostamento in altri comuni. Rispettiamo le regole, restiamo a casa. Andrà tutto bene.”

Intanto, arriva la denuncia dei sindacati Fesmed Aziendale e Anaao Assomed Asl Ce, che hanno comunicato la presenza di «pazienti con quadro clinico e radiologico da potenziali contagiati da Covid 19, tenuti in promiscuità con altri degenti all’interno del pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa».  Secondo i denuncianti, questa tipologia di pazienti sarebbe accolta al pronto soccorso e gestita in un primo momento senza differenziarla dal resto dell’utenza, ovvero senza l’utilizzazione del triage esterno dedicato ai contagiati da coronavirus.

In questo modo, affermano i sindacati, «non c’è alcun rispetto della normativa vigente che prevede una differenziazione netta sia del percorso sporco e percorso pulito, oltre che la necessità di individuare esattamente i locali di vestizione e svestizione».

Una situazione evidenziata da qualche giorno dagli operatori sanitari, che si dicono pronti a informare la prefettura ed adire alle vie legali. Della vicenda sono già stati informati i carabinieri di Aversa e il Nas dell’Arma.

Altre problematiche riguardano invece «la poca chiarezza sulle procedure di sanificazione adottate in Pronto soccorso dopo il transito di pazienti poi risultati affetti da covid-19» .

«Finora – concludono i sanitari – non c’è stata nessuna comunicazione al personale del processo di sanificazione e nemmeno – secondo quanto riferito nella nota – si riscontra una chiusura temporanea del Pronto soccorso per le operazioni di decontaminazione, cosa che invece viene eseguita in tutte le altre strutture sanitarie».