Guardia di finanza unità cinofila

Ieri i carabinieri di Aversa, con il supporto delle unità cinofile e dei “baschi verdi” operanti nel capoluogo normanno, durante un’attività di controllo antidroga avente ad oggetto i depositi dei corrieri espressi presenti sul territorio, hanno ispezionato un magazzino di un operatore del settore situato a Teverola, dove i cani hanno subito segnalato la presenza di stupefacente.

Il riscontro della merce giacente ha permesso di individuare un involucro di plastica contenente quattro chilogrammi di marijuana occultati all’interno di un pacco che, dalla bolla di carico, risultavano provenire da un comune salentino e diretto ad un’inesistente impresa agricola del napoletano.

Qualora la spedizione fosse stata ritirata e lo stupefacente immesso sul mercato illecito locale, lo stesso avrebbe fruttato almeno 40.000 euro.

Il meccanismo di occultamento, ben noto alle forze dell’ordine, funziona in questo modo: il mittente, nel tentativo di aggirare i controlli di polizia su strada, spedisce la sostanza stupefacente tramite regolare vettore commerciale ad un indirizzo diverso da quello del reale destinatario, di solito riconducibile a una società inesistente o ad un soggetto inconsapevole, per poi appropriarsi del pacco all’atto della consegna. Anche stavolta sarebbe andata probabilmente in questo modo se la sostanza stupefacente non fosse stata individuata dalle unità cinofile della Guardia di Finanza per poi essere sequestrata e posta a disposizione della Procura della Repubblica di Napoli Nord di Aversa.

Immediata è stata anche l’attivazione dei finanzieri di Porto Cesario, che hanno permesso di individuare il mittente della spedizione, un soggetto con precedenti specifici, residente nel comune salentino, a cui sono stati sequestrati ulteriori due etti di marijuana occultata presso la sua abitazione. L’uomo, una volta fermato, ha collaborato con le fiamme gialle ammettendo di essere lui ad aver organizzato il traffico.