
Don Livio Graziano, il prete 50enne accusato di violenza sessuale su un 13enne, è stato trasferito in una comunità ecclesiastica. I giudici hanno accolto la richiesta dei difensori, che hanno evidenziato come le condizioni di salute del sacerdote, indebolite da uno sciopero della fame, non sarebbero compatibili con il regime carcerario.
Il prete era stato arrestato a fine ottobre con l’accusa di violenza sessuale ai danni di un minore.
Don Livio, incardinato nella Diocesi di Aversa, dopo aver trascorso alcuni anni in ritiro spirituale presso il Santuario di Montevergine, aveva aperto ad Avellino un ufficio di consulenza nutrizionista e successivamente ha fondato la cooperativa sociale “Effatà, Apriti” con sedi a Prata e Parolise, due comuni a pochi chilometri da Avellino.
Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Avellino, sono partite in seguito alla denuncia presentata dal padre del minore. Quest’ultimo, da quanto è emerso, è stato ospite da giugno a settembre della cooperativa sociale fondata dal prete per l’assistenza alle persone con problemi di depressione e disturbi dell’alimentazione. Fino a quando il padre del bambino, scoprendo quanto accaduto ha ritirato il figlio dalla struttura e denunciato il prete.
La sua permanenza nella Diocesi irpina, è stata “contestata” a più riprese dall’allora Vescovo di Avellino, monsignor Francesco Marino.
SACERDOTE DI AVERSA ARRESTATO PER ABUSI SESSUALI SU UN 13ENNE