
Gaetano Vassallo, ex imprenditore per anni attivo nel settore dei rifiuti, che ha contribuito ad avvelenare i terreni dell’Aversano, per poi essere arrestato e collaborare con la giustizia, si è lasciato a delle frasi sui social che hanno scatenato l’ira del primo cittadino di Cesa, Enzo Guida.
Mercoledì infatti, il pentito ha pubblicato un post nel gruppo facebook “Sei di Cesa”, scrivendo: “Un saluto a tutti i cesani”, parole notate dai membri internauti e che hanno indotto la fascia tricolore a pubblicare una propria riflessione su quel saluto che sembra una vera e propria beffa.
“Credo che da sindaco della città di Cesa sia giusto che proprio io scriva queste parole e sia io ad interessarmi di una vicenda, che può apparire banale, ma non lo è” scrive, sollecitando gli amministratori del gruppo social di rimuovere il messaggio di Gaetano Vassallo. “Ma non perché la persona in questione è un pentito di camorra, – continua – non perché ha i suoi conti, forse (non ci è dato saperlo) con la giustizia. Perché credo che Gaetano Vassallo, noto per averci “avvelenato”, lo scrive in un libro non lo sto inventando, scaricando di tutto nelle nostre terre, contribuendo ad alimentare un sistema criminale, fatto di intrecci tra camorra e rifiuti, sia uno dei soggetti che, sempre per sua esplicita ammissione, ha contributo a far aumentare tumori nelle nostre zone, molto spesso a danno dei bambini. È veramente di cattivo gusto che oggi, Gaetano Vassallo, sebbene attraverso un messaggio social, “saluti” la nostra comunità, quella stessa comunità che ha contribuito ad avvelenare, distruggere, quella comunità che ancora conta, purtroppo troppo spesso, morti per tumore”.
Il primo cittadino conclude: “Cesa è la comunità che Gaetano Vassallo, nel suo libro-confessione “Così vi ho avvelenato”, con le sue parole, come non bastasse, umilia, denigra. Quando uscì quel libro, il consiglio comunale, su mia proposta, votò una mozione affinché la casa editrice apportasse al testo anche la nostra versione, di un paese che cerca il riscatto. Quella richiesta del consiglio comunale di Cesa rimase inascoltata. I “saluti social” del “pentito” Gaetano Vassallo sono l’ennesimo “schiaffo” alla nostra comunità, sono una offesa alla memoria dei morti per tumore, sono una offesa alle famiglie che soffrono. Cesa ha voltato pagina, grazie alle tante persone oneste che la popolano, e non ha bisogno di essere associata a Gaetano Vassallo e non avverte la sua mancanza”.