texas instruments

La terza sezione civile del Tribunale di Napoli (presidente Nicola Graziano, giudici Viviana Criscuolo e Mario Fucito, a circa 13 anni dai fatti, ha emesso la sentenza relativa al fallimento della «Ixfin Spa» azienda del comparto elettronico con sede a Marcianise (Caserta), dove raccolse l’eredità della Olivetti e dove fu insediata dopo vari passaggi societari partiti dall’acquisizione dell’ex Texas Instruments di Aversa. Il Tribunale di Napoli ha condannato al pagamento di circa 94 milioni di euro in solido tra loro Ennio Conchiglia, Antonio Pugliese, Marco Pugliese, Massimo Pugliese, Antonio Tuccillo, Francesco Zippo, Luigi Luppi, Cesare Luppi, Alessandra Arcari, Francesco Saverio Calò e a più di 15 milioni di euro, Luigi Soprano. Secondo i magistrati partenopei ognuna delle persone coinvolte, ciascuna con profili diversi, avrebbe avuto una responsabilità nel fallimento di «Ixfin S.p.a» che occupava un migliaio di dipendenti. Tra i condannati: Luigi Luppi e Alessandra Arcari, all’epoca dei fatti marito e moglie. Luppi, 57 anni, appartiene ad una nota famiglia di industriali originari di Sala Baganza nel parmense, fu anche arrestato nel 2006 su richiesta della Procura di Ivrea relativamente al fallimento della Oliit. Cesare Luppi, anche lui manager, classe 1973, è suo nipote; Marco Pugliese, 51 anni, è stato deputato nella XVI Legislatura (eletto nel 2008), ed è tra i fondatori del movimento politico «Forza del Sud»; Antonio Tuccillo, 54 anni, di Afragola (Napoli), è stato presidente dei commercialisti di Aversa fino al febbraio scorso; Luigi Soprano, dottore commercialista, è stato presidente del Collegio dei Revisori del Comune di Napoli e componente del Collegio Sindacale di aziende sanitarie pubbliche del Servizio Sanitario Nazionale.

 

 

Di red