Sergio Orsi

Le mani del clan dei Casalesi sulle gare d’appalto indette dal Cira (Centro italiano di ricerche aerospaziali), società consortile per azioni a maggioranza pubblica con sede a Capua, organismo di ricerca di rilievo internazionale operante nel settore aeronautico e aerospaziale. Questo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nell’ambito delle quali questa mattina i Carabinieri di Aversa hanno eseguito un’ordinanza cautelare emessa dal gip di Napoli nei confronti di 11 persone, tutte accusate, a vario titolo, di corruzione e turbata libertà degli incanti, aggravati dalla finalità di agevolare il clan dei Casalesi. 

Tra i destinatari delle misure cautelari figurano funzionari del Cira, il noto imprenditore Sergio Orsi, 65 anni, già coinvolto in altre indagini, suo figlio Adolfo, e Fabio Oreste Luongo, 44 anni, ritenuto dagli inquirenti «gravemente indiziato di partecipazione al clan dei Casalesi, con il ruolo di imprenditore colluso col sodalizio camorristico».  

Le indagini si sono avvalse di intercettazioni telefoniche e ambientali, acquisizione di documenti ed esecuzione di servizi di osservazione. Secondo la Dda partenopea alcuni funzionari del Cira, in cambio del 5% sugli importi dei bandi di gara, avrebbero favorito società segnalate dagli imprenditori Orsi.

Sergio Orsi, il cui fratello Michele è stato ucciso nel 2008 a Casal di Principe da Giuseppe Setola, è considerato dagli inquirenti un “partecipe” al clan dei Casalesi con il ruolo specifico di infiltrarsi nelle pubbliche amministrazioni, ed è stato condannato in via definitiva nel 2019 per associazione a delinquere di stampo camorristico e turbata libertà degli incanti. Nella motivazione del verdetto veniva evidenziato che Orsi, aveva gestito per anni con il fratello, per conto della famiglia Bidognetti, il Consorzio dei Rifiuti Eco4, il cui referente politico era Nicola Cosentino, ancora in carcere dove sta scontando una condanna in secondo grado a 10 anni.