nicola schiavone

Nicola Schiavone, figlio pentito del boss del clan dei Casalesi Francesco Sandokan, resta fuori dal processo per la doppia inchiesta sulle infiltrazioni del gruppo camorristico negli appalti a Santa Maria Capua Vetere e Grazzanise.

La Corte d’Appello di Napoli ha sciolto la propria riserva e respinto la richiesta del procuratore generale di sentire Schiavone al processo d’appello. Rigettata anche l’istanza di depositare le sue dichiarazioni.

Due sono le inchieste finite nello stesso fascicolo. Una è quella relativa ai lavori di ristrutturazione di Palazzo Teti Maffuccini con la progettazione affidata a Guglielmo La Regina, grazie alle presunte mazzette date all’ex fascia tricolore di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro ed ai componenti della commissione di gara.

Da quanto ricostruito dagli inquirenti negli accordi avrebbe avuto un ruolo anche Zagaria, che avrebbe consegnato materialmente i soldi promessi a Di Muro.

L’altro filone dell’inchiesta riguarda invece, i lavori per la rete fognaria nel comune di Grazzanise affidati ad un’impresa ritenuta vicina al clan dei casalesi.

Al processo si è costituito parte civile il Comune di Grazzanise.

Si torna in aula fra due settimane quando prenderanno il via le testimonianze delle difese.