
L’imprenditore 65enne Gennaro De Falco, arrestato nell’agosto del 2020 con l’accusa di avere ucciso sua moglie nella loro abitazione di Giugliano e di avere poi inscenato il suicidio facendo credere che si fosse impiccata, è stato assolto per insufficienza di prove. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte di Assise di Napoli, che ha disposto la scarcerazione dell’uomo dopo tre anni di detenzione. Il pubblico ministero di Napoli nord – Aversa aveva invece chiesto l’ergastolo.
De Falco, proprietario di un noto centro medico situato a Lago Patria, formalmente intestato alla moglie Romana Danielova 55enne di origine ceca, il 12 luglio 2020 chiamò il 118 per chiedere aiuto, ai sanitari riferì di essersi svegliato e di avere trovato la consorte impiccata alla corda delle tende del salone. Sul posto giunsero i carabinieri, che eseguirono i rilievi del caso. Durante il sopralluogo i militari dell’arma avevano trovato delle incongruenze, come il cordino che appariva troppo sottile per reggere il peso della donna e segni sul collo della stessa. L’autopsia aveva poi confermato che la 55enne non era morta per impiccagione ma per soffocamento.
Nel mese di agosto fu disposta la misura cautelare in carcere, De Falco fu arrestato con l’accusa di aver strangolato la moglie e di avere poi inscenato un suicidio. Durante il processo, l’imprenditore ha sostenuto che la coniuge si fosse uccisa e che soffrisse di squilibri mentali. Il suo avvocato si è avvalso di una perizia di parte secondo cui, contrariamente a quanto sostenuto in quella richiesta dal pubblico ministero, il solco lasciato dal cordino era vitale e quindi avrebbe potuto causare il decesso della donna e la tesi del suicidio non poteva essere esclusa.
Venerdì 10 febbraio De Falco è stato assolto dall’omicidio, dalla calunnia e dal tentato sequestro di persona ed è stato condannato a due anni e mezzo solo per le lesioni alla dottoressa del 118, che fu colpita dall’imprenditore. Il medico intervenne sul luogo dei fatti e fu responsabile – secondo il 65enne – di non aver sottoposto la moglie a TSO alcuni giorni prima, pur avendo la stessa – sempre secondo il racconto del marito – manifestato in passato segni di squilibrio mentale. La dottoressa, anche lei di origine straniera, fu colpita con un pugno ed un calcio da De Falco all’indomani della morte della moglie perché – secondo l’uomo – il ricovero le avrebbe evitato il suicidio.
Giugliano: donna strangolata, chiesto l’ergastolo per il marito