Nello scorso numero parlando dei comportamenti delle organizzazioni giovanili di An e dei Ds che operano ad Aversa, avevamo auspicato che la “purezza” dei giovani contribuisse alla conquista di una maggiore autonomia delle entità politica nostrane, rispetto a quella becera colonizzazione rappresentata dall’esistenza delle Federazioni di Caserta.

Da queste colonne abbiamo invitato i giovani dei vari schieramenti ad essere diversi dai loro colleghi di partito più anziani, ma in questi ultimi giorni abbiamo notato altri due episodi che non possono passare inosservati: il non smentito passaggio al Pda di Giuseppe Stabile di Donato Mascia, ex assessore della giunta Ciaramella, e l’altro le dimissione da segretario cittadino del Pdci di Michele Docimo. Siccome in questi ultimi anni negli ambienti che reggono le sorti di An nel nostro territorio Mascia era tenuto in grande considerazione, almeno qualche spiegazione al popolo di Aversa la dovrebbe dare, è stato prima presidente cittadino giovanile, ha poi retto le sorti del partito in città, un parlamentare del suo partito lavorò anche per candidarlo alla Presidenza Provinciale giovanile, cosa che nella destra, prima dell’avvento dei tempi moderni aveva un peso. Lo hanno sempre candidato alle comunali con piacere, mentre altri forse con le sue stesse caratteristiche sono stati abilmente esclusi. In ultimo i maggiorenti del suo partito hanno detto sì alla sua nomina ad assessore, e adesso sui giornali casertani leggiamo che passa in un movimento che decide di appoggiare la sinistra, anche quella cosiddetta radicale, non sarebbe il caso il giovane Mascia spiegasse qualcosa alla città, magari qualcosa che ai più non è nota, o anche lui da ex giovane è diventato come gli adulti della politica aversana, quelli che disinvoltamente passano da un partito all’altro come se fosse un fatto normale, come se le idee e i programmi fossero roba da tappezzeria? Speriamo di no. Un altro giovane che ha movimentato il dibattito politico cittadino, è Michele Docimo, si è dimesso da segretario del Pdci accusando Jacazzi ed i suoi fedelissimi di decidere le sorti del partito senza tener conto del segretario, una cosa simile è avvenuta con il precedente segretario, anche lui giovanissimo, Nicola Baldieri. A questo punto dopo due forfait, ed in ossequio ad un necessario ricambio generazionale della politica aversana non sarebbe opportuno che l’onorevole Jacazzi si facesse da parte godendosi la pensione, visto che è un pensionato della politica anche agli effetti fiscali? Docimo come Baldieri, fanno attività pubblicistica ed in questo contesto, a modo loro, hanno dimostrato che Aversa può esprimere molto differenziandosi da quella località che si chiama Caserta, alla quale li anziani della politica come Jacazzi riconoscono un titolo di superiorità rispetto alla millenaria città normanna. Docimo dopo le sue dimissioni è stato attaccato dall’ex assessore Luca De Rosa, ma questi giovani anziché litigare perché non fondano la Federazione Comunista di Aversa, sarebbe un inno alla libertà della nostra gente, che avrebbe un peso notevole arrivando da una parte così fortemente caratterizzata dall’ideologia.

Salvatore Pizzo