Già …. alla fine ci siamo arrivati. Dopo anni nei quali tutti i ragazzi italiani dovevano essere intelligenti e pronti per un futuro di solo successo, laureati e capaci per la direzione di una banca, oppure architetti rampanti al cui pari Le Corbusier pareva un tantino datato, oppure manager perennemente abbronzati dai bilanci miracolistici, eccoci al capolinea!. Forse complici la globalizzazione, l’euro condito dal solito ritardo della politica e il Paese stremato è servito; e così con la solita isteria scopre il bullismo minorile, proprio nella fetta di società che sarà il futuro di questa Italia.
Un poco di coraggio ci vuole anche se la parola evoca, sensazioni di disagio in questo pezzo di cultura. In fondo bisogna guardarla in faccia questa realtà: figlia prediletta dell’educazione al menefreghismo più assoluto, della furberia a tutti i costi, del riconoscimento solo per l’interessamento del padrino, della legge del branco. Un branco figlio del nulla, in cui l’essere forti ha la valenza dell’impunità, in cui l’azione è condivisa per annullare la responsabilità di tutti e in cui si impara ad essere forte con i deboli e ossequiosi con i potenti. Adesso Ministri, Sottosegretari, Deputati, politologi e tuttologi vari si affannano a proporre Commissioni e drastici interventi risolutivi: ovviamente insensati piani senza logica, ma sicuramente in compenso ben retribuiti dal gettone di presenza. Alla fine ogni responsabilità è rimandata al Genitore; nulla di nuovo. Prima i Genitori erano inquisiti per un sano scappellotto o la necessaria punizione inflitta ai figli più discoli. Ora perché non lo faranno. D’altro canto tutto doveva sempre avere il colore del cielo azzurro, senza mai che alcuno azzardasse qualche no. Fortunatamente cambia pure il colore del cielo, perché anche in natura non è sempre stagione di vacanza!.
Fulvio Lorenzetti – Alternativa per l’Italia