Il “mini-sciopero” dichiarato dai comparti scuola di Cgil, Cisl e Uil, per lunedì 11 alla prima ed all’ultima ora di servizio, è stato giudicato illegittimo dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi. Una vera figuraccia per le tre organizzazioni, si tratta di un ennesimo indicatore di come, almeno nel settore scolastico, stiano galoppando verso il baratro. Troppo amici, anzi parte integrante del governo, questi sindacati si trovano in una condizione ibrida, allo stesso tempo sono parte e controparte.

Sono parte di un governo che sta tentando di non tutelare i diritti acquisiti da decine di migliaia di professionisti della scuola, a partire dal 2010 vuole eliminare le graduatorie permanenti, ciò senza fare salvi nei percorsi futuri i diritti di chi da anni è in graduatoria. Non è una norma di bilancio, si mandano via 150mila aspiranti per trovarne degli altri e chissà con quali modi, è questo il fulcro della vicenda che realmente interessa agli uomini di potere: corsi a pagamento, numeri chiusi ai quali accedere per “grazia ricevuta”, una torta di soldi e potere da istituire al più presto insieme ad affaristi delle università. Di fronte all’atteggiamento morbido di Cgil- Cisl e Uil, si sono mossi Snals, Gilda e Cobas che hanno indetto lo sciopero generale della scuola per giovedì 7, dopo alcune ore è seguita la comunicazione di quello flebile dichiarato da quelli della triplice (siamo in piena elezione per il rinnovo delle Rsu), hanno indetto l’astensione dalla prima e dell’ultima ora di servizio per lunedì 11. La doccia fredda è arrivata però dalla Commissione di Garanzia, che con un atto che porta addirittura la data del 30 novembre, ma celato fino a ieri, dichiara illegittima la data dello sciopero per “mancata osservanza dell’intervello minimo, con conseguente violazione del divieto di proclamazioni plurime”, il mini sciopero è troppo vicino a quello dichiarato dai sindacati che non fanno parte del governo. Nell’atto firmato dal presidente Antonio Martone si cita anche la “mancata osservanza dell’intervallo minimo”, che stando al testo diffuso lamenta che tra un’agitazione e l’altra ci dovrebbero essere di 7 giorni di distanza. Che sindacalisti, quando devono far sciopero contro i loro amici o contro se stessi sbagliano. A questo punto le tre organizzazioni, rifiutandosi di impugnare la decisione, hanno comunque indetto la stessa protesta per giovedì 14. In una lettera inviata alla stessa Commissione di Garanzia hanno detto: “La decisione sulle date delle manifestazioni e degli scioperi orari è stata assunta in relazione alla previsione dei tempi del dibattito al Senato. La nota della Commissione di Garanzia dell’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, con la quale siamo stati invitati a rivedere le date di sciopero, non ha fondamento, oltre che essere intempestiva e non condivisibile, in riferimento alla straordinarietà della situazione per la quale non possono valere le regole ordinarie come se lo sciopero avvenisse in un qualsiasi periodo dell’anno”. Chissà stanno iniziando a ricordarsi di essere sindacalisti nonostante facciano parte di una maggioranza politica. Intanto nella tarda serata di ieri si è saputo che l’emendamento correttivo del testo votato dalla Camera, correzione di cui sono stati estensori ben quattro senatori di sinistra, è stato fatto proprio dalla Commissione Bilancio, questo il testo fornito ieri sera: " Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge le graduatorie permanenti …. sono trasformate in graduatorie ad esaurimento. Sono fatti salvi gli inserimenti nelle stesse graduatorie da effettuarsi per il biennio 2007-2008 per i docenti già in possesso di abilitazione, e con riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, per i docenti che frequentano, alla data di entrata in vigore della presente legge i corsi abilitanti speciali indetti ai sensi della predetta legge n. 143 del 2004, i corsi SISS, i corsi accademici di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), i corsi di didattica della musica presso i Conservatori di musica e il Corso di laurea in Scienza della formazione primaria." Appare una soluzione ottima, il problema e che non è stata ancora votata ed è in questo frangente che la scuola libera deve far sentire la propria voce.

Salvatore Pizzo