Venerdì all’Auditoium Bianca d’Aponte, ad Avesa,si terrà il quarto appuntamento del cartellone della seconda edizione della rassegna di musica jazz “Incroci Sonori” organizzata dall’Associazione Culturale Napoli Motus in collaborazione con la Regione Campania, la Provincia e il Comune di Aversa. Doveva esibirsi il Kenny Werner Trio, ma a causa di un grave lutto ci sarà l’Ari Hoengi Trio. “Incroci sonori” ha già proposto i live di: Eddie Gomez Trio, Stefano Di Battista Quartet, Adam Kolner Quartet feat John Abercrombie.

Il primo appuntamento del 2007 è previsto il 19 gennaio quando sul palco del teatro salirà Kevin Hays Trio. Il primo febbraio Joe Locke and Re-Velation – the music of Milt Jackson. Straordinario concerto fuori programma il 16 febbraio con il duo composto da Dado Moroni e Marco Tamburini. Il 27 febbraio la rassegna prosegue con Seamus Blake Quartet. Il 16 marzo Roberto Gatto Quartet. Si chiude il 27 marzo con Carmen Lundy Quartet. ARI HOENIG nasce da una famiglia di musicisti di stampo classico. Suo padre è un cantante e sua madre una violinista. Venne pertanto indirizzato alla musica fin da piccolo. Iniziò a suonare il pianoforte a 8 anni e prima ancora a 4 anni il violino. Finalmente a 12 anni comprò la sua prima batteria, attratto dalla possibilità di poter esplorare da solo questo strumento. La batteria infatti era l’unico strumento per il quale i suoi genitori non avrebbero potuto dargli dei consigli. Inizia in band di stampo rock e metal guidato dal sogno di divenire una grande rockstar, ma allo stesso tempo inizia ad appassionarsi di jazz. Nel 1992 si trasferisce da Philadelphia a Dallas per iscriversi e frequentare i corsi di musica della University of North Texas. Ma Ari sembra attratto dal fascino della Grande Mela e nel 1995 si trasferisce nei pressi di New York, dove un anno più tardi fa il suo debutto ufficiale in trio con l’organista Shirley Scott. Continuerà il suo compito di side-man e collaborerà con il pianista francese Jean-Michel Pilc per oltre 10 anni. Ari Hoenig si dimostra un batterista dalla tecnica trascendentale e ultimamente ha rivoluzionato il ruolo del batterista jazz non limitandosi quindi al semplice ruolo di side-man. Nel suo ultimo disco The Painter in quartetto con Jean-Michel Pilc al piano, Matt Penman al contrabbasso e Jacques Schwarz-Bart al sassofono dimostra la sua capacità nello scrivere brani ingegnosi e imprevedibili ricchi di armonie e melodie molto originali.la sua capacità nello scrivere brani ingegnosi e imprevedibili ricchi di armonie e melodie molto originali.

Martina Fontana