Finalmente l’incubo è passato, i professionisti della scuola che hanno acquisito i titoli concorsuali o di specializzazione, inseriti nelle graduatorie permanenti dalle quali si recluta il personale scolastico, anche dopo il 2010 avranno salvi i diritti acquisiti. Le graduatorie nelle quali sono inseriti dopo quell’anno diventeranno “ad esaurimento”, dopo l’ultimo aggiornamento che avverrà la prossima primavera cesseranno di esistere solo quando anche l’ultimo degli aventi di diritto sarà assunto in ruolo.

Lo stabilisce una norma che è stata inserita nel maximendamento alla finanziaria sul quale il governo ha chiesto la fiducia al Senato, il testo passerà nuovamente blindato alla Camera ed entro Natale il suo iter dovrebbe concludersi definitivamente. L’imboscata era stata messa in atto in sede politica da lobby universitarie che hanno fretta di eliminare tutti quelli che aspirano ad un’assunzione stabile nella scuola, devono incrementare i loro corsi con i quali specializzano il personale che paga delle rette molto care, una volta eliminato l’ostacolo creato da tanti aspiranti, col gioco di organizzare corsi a numero chiuso a seconda del fabbisogno avrebbero trovato la gallina dalle uova d’oro. Per arginare questa brutale aggressione che stava per abbattersi su 150mila famiglie, c’è voluto uno sciopero generale di tutti i sindacati di categoria non schierati col governo (Gilda, Snals e Cobas), uno scioperino dichiarato in maniera soft ed a scoppio ritardato dalla Cgil, Cisl e Uil che oggi vedrà astenersi i docenti alla prima ora della mattina ed all’ultima ora del pomeriggio. Questa vicenda oltre a mettere in luce il collateralismo della triplice sindacale verso questo governo di cui essa fa parte, ha fatto emergere anche l’incapacità comunicativa della categoria. La questione è stata poco trattata dagli organi di stampa, noi siamo una piccola testata, ma siamo stati l’unico organo di stampa (esclusi quelli specializzati) a dare ampio risalto a questa battaglia che abbiamo fatto nostra schierandoci apertamente.

Salvatore Pizzo