La Federconsumatori del comprensorio atellano, attraverso il suo leader Giovanni Ciuonzo, scende di nuovo in campo per tutelare i cittadini di Sant’Arpino nei confronti della società Seproter, soggetto che è una chiara rappresentazione della casertanizzazione dilagante ed umiliante imposta al nostro territorio. Si tratta di un’entità controllata dall’ente Provincia di Caserta, e tanto basta affinché, senza se e senza ma, venga rispedita nel casertano.

La società mista a prevalente capitale pubblico della Provincia di Caserta, il cui servizio essenziale consiste nella messa in sicurezza e nell’adeguamento ai parametri ambientali degli impianti di riscaldamento, nei giorni scorsi ha inviato una nota in cui comunica: “L’accesso di tecnici incaricati dalla suddetta società presso le abitazioni degli stessi cittadini onde procedere al Controllo di sicurezza e rendimento dell’impianto termico”. Casertani che entrano nelle case degli atellani per pretendere balzelli, è l’ennesima provocazione verso un popolo umiliato ad appartenere a quella Provincia di Caserta, una realtà che non ci appartiene. Già nei giorni scorsi Ciuonzo ha avviato una serie di iniziative tese a contestare il pagamento del balzello. Con una nuova lettera inviata al Presidente della Provincia di Caserta, Alessandro De Franciscis, e per conoscenza al Prefetto, Maria Elena Stasi, Ciuonzo chiede preliminarmente di “sospendere momentaneamente l’attività di controllo dei fumi e la relativa redazione del modello H presso le abitazioni dei cittadini di Sant’Arpino in quanto a tutt’oggi è mancata una campagna di informazione prevista dalla legge vigente in merito al controllo dei fumi di scarico delle caldaie domestiche”. “I controlli – aggiunge il numero uno della Federconsumatori atellana – potranno avvenire solo dopo la campagna di informazione, da parte di personale dotato di apposito tesserino di riconoscimento e previo appuntamento con gli utenti”. Ciuonzo ha per l’ennesima volta rimarcato che: “Le urgenze maggiormente avvertire dai cittadini sono altre come il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico, visto che ormai la diossina pare aver sostituito in parte la stessa aria che respiriamo, il controllo delle falde acquifere, delle onde elettromagnetiche, delle strade provinciali, considerate dagli automobilisti alla stregua di tante vie crucis. Su queste problematiche che bisognerebbe fare un po’ di chiarezza, invece di pensare all’istituzione di nuove imposte”. Noi aggiungiamo Caserta vade retro!

Sa.pi.

Di sa.pi.