Una delegazione guidata dal parlamentare no global di Rifondazione Comunista Francesco Caruso e composta da Roberta Moscarelli, del Forum Salute Mentale e da Dario Stefano Dell’Aquila, presidente dell’associazione ‘Antigone Napoli’, giovedì si e’recata in visita all’Ospedale Psichiatrico Giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa. La delegazione ha vistato le sezioni 5 e 6 ed il reparto conosciuto come ‘La Staccata’. Nella struttura sono presenti attualmente circa 300 i detenuti, custoditi da un centinaio di agenti di polizia penitenziaria, con un educatore e 7 psichiatri.

”Siamo molto preoccupati delle condizioni in cui versano gli internati – ha dichiarato Caruso all’uscita – Nella sezione ‘Staccata’ abbiamo incontrato circa cinquanta persone, in condizioni di estremo degrado fisico e psicologico, celle completamente vuote e disadorne, prive di ogni suppellettile. Gli internati, tutti vestiti miseramente e dall’aspetto trasandato, dimostrano molti più anni di quelli che hanno, e sono visibilmente provati da anni di assenza di una reale assistenza medica e sociale. La struttura – ha concluso Caruso – non ha nessun requisito che si chiederebbe ad un ospedale ed è molto peggio di un carcere, richiama alla memoria i manicomi chiusi dalla legge Basaglia”. Quello aversano è uno dei sei Opg esistenti in Italia. Secondo quando ha detto alla stampa il direttore della struttura Adolfo Ferraro: «La delegazione, allertata dalla missiva di un internato, si è trovata dinanzi a una situazione di degrado che stiamo evidenziando da tempo. La struttura di Aversa si è trovata a ospitare, nel giro di un mese, circa 120 pazienti in più, provenienti da Opg in ristrutturazione. Il tutto senza avere strumenti, mezzi, professionalità in più rispetto a prima». Molti di questi malati andrebbero curati in centri di igiene mentali diversi da un Opg ha fatto notare un operatore che preferisce restare anonimo, ma c’è anche un problema di fondi da parte delle Asl che dovrebbero prenderli in carico.

Di red