Ieri sera al Teatro di Monfalcone, in provincia di Gorizia, è andata in scena una bella pagina arte che fa onore alla nostra cultura, che ha proposto al pubblico friulano il suo “Viaggio nella canzone napoletana” che si rifà alle favole di Gin Battista Basile, lo scrittore i cui natali sono contesi da Giugliano e da Parete, ed all’Opera Buffa di Domenico Cimarosa, il Cigno di Aversa. Con Peppe Barra c’erano: Lino Cannavacciuolo (violini), Paolo Del Vecchio (chitarra), Sasà Pelosi (basso acustico), Luca Urciuolo (fisarmonica), Ivan La Canina (percussioni).

Figlio d’arte, Peppe Barra nasce a Roma nel 1944 da una famiglia di artisti napoletani. Dalla madre Concetta, voce autorevole della cultura partenopea, eredita la felicità di stare in scena e l’amore per la propria storia. Conoscitore e attento ricercatore della memoria popolare, Barra è oggi autore, attore, cantante di lungo corso: al patrimonio etnico del meridione si avvicina con precisione tecnica e sensibilità filologica e fa del contatto diretto col pubblico il punto di forza per dare attualità e continuità alla tradizione. Barra offre oggi uno spettacolo complesso e raffinato, un arazzo iridescente di fili melodici ed emotivi che sanno parlare del presente e della storia con grande naturalezza: unisce tammurriate e opere buffe, favole tratte da Basile e filastrocche popolari, barcarole e storie di viandanti e re. La forza della parola, gli accenti sospesi del suo dialetto diventano materia sonora viva e palpitante, anche grazie all’intensità dell’interpretazione musicale affidata al bravissimo e consolidato quintetto che con Barra è protagonista dello spettacolo.

Di red