E’ di dominio pubblico che nella Sanità nazionale,e ancora di più in quella campana, v’è la doppia faccia di una realtà che vede una ricerca avanzata, accresciuti avanzamenti tecnologici e notevoli miglioramenti nella diagnosi e nella cura delle malattie; di fronte a questo bel quadro gioioso e colorato di speranze, come ebbe per tempo a segnalare uno dei fondatori del Co.Sa.Dir.Ci. v’è la bestia nera della insostenibile disorganizzazione organizzativa,

degli sprechi criminali, del disprezzo verso le esigenze e le aspettative dei cittadini meno fortunati e più bisognosi, dell’occupazione dei posti di dirigenza, della demoralizzazione degli operatori sanitari (medici e paramedici), e non solo. Chi vive da decenni nell’ambiente sanitario sa quanto contino sempre di meno l’impegno, la professionalità e la dedizione; e quanto pesino sempre di più l’ossequio ai potenti di turno, la genuflessione a chi può farti fare la carriera, scavalcando chi ha più meriti ed esperienza. Fermandoci ai medici ( lo stesso può riguardare le altre figure operanti nel sistema sanitario) essi possono essere suddivisi in diverse categorie:

1) i primari ed i consulenti a contratto: questi vengono scelti insindacabilmente dal dittatore di turno. Nella loro scelta pesa soprattutto l’impegno a ridurre le spese, a non dare fastidio, ad essere ubbidienti, a far valere più l’appartenenza o la vicinanza al gruppo di potere che non l’impegno per i cittadini-utenti.

Una volta negli Ospedali dominavano i partiti della prima repubblica, i sindacati della triplice, la lobby universitaria e qualche Vescovo più ‘politico’. Oggi spadroneggiano le lobby e le correnti dei partiti che hanno avuto in dote, per spartizione territoriale e clientelare, quella struttura. I dirigenti delegati (Valvassini) operano in funzione di una lottizzazione clientelare, ad esempio dell’Ospedale, rispondono ai padroni (vassalli e valvassori) dei Partiti e del Governo regionale. In parte, solo in minima parte, spartiscono il potere con i Sindacati. Dove è andata a finire la professionalità, la dignità e la formazione permanente dei medici e paramedici? Sotto i piedi. Anzi si sono nascoste per lo scorno. Nun s’è portano. Valgono come il due di briscola. Danno fastidio ai potenti di turno.

2) I medici ( e paramedici ) parcheggiati. Essi si impegnano nei sindacati, partecipano a riunioni ed assemblee, sperano che qualcosa cambi, che migliori l’organizzazione del lavoro, che arrivino più fondi per le strutture e le attrezzature, che possa realizzarsi senza affanno quella formazione permanente del medico che a tutt’oggi è quasi del tutto pagata dalle case farmaceutiche. Queste ultime sponsorizzano la partecipazione a corsi, convegni e congressi.

Per dirla papale papale: senza i soldi delle case farmaceutiche non si canterebbero le messe, non si avrebbe la ricerca avanzata e l’Italia starebbe a vedere la coda della cometa splendente solo sui Paesi civili del mondo.

3) I medici (e paramedici) sfiduciati e delusi. Essi non appartengono solo alla fascia d’età avanzata. Molti giovani medici campani sono profondamente sfiduciati e depressi. Alcuni si spostano in altre realtà d’Italia e d’Europa. I più anziani attendono il pensionamento. Ne hanno viste di tutti i colori e quando qualcuno viene a fare Loro promesse gli ridono in faccia, lo prendono,musicalmente parlando, a fischi e pernacchie, lo rispediscono al mittente. Essi aspettano la fine del mese per ritirare lo stipendio. Fanno il minimo indispensabile. Pensano al massimo del profitto con il più basso impegno umano e professionale.

Figuratevi che tanti anni fa, al nascere delle Asl, i ciarlatani di corte organizzarono a più non posso convegni sulle risorse umane. Oggi occorre la lanterna di Diogene per trovare qualche uomo di buona volontà, sorridente e fiducioso nel futuro dei baracconi pubblici (Ospedali, Poliambulatori, Consultori).

Dove sono andati i Rappresentanti Istituzionali? Vi ricordate il film di De Crescenzo “Così parlò Bellavista”? Come in quel film essi si risvegliano dal letargo della dignità e della professionalità solo quando sentono le parole magiche “ i soldi”, “ il potere”. Tutto il resto è noia, perché possono anche cambiare i padroni ma la sostanza non cambia. Ed essa offende e danneggia,come sempre,i cittadini-utenti.

Gennaro Mariniello – presidente del Co.sa.dir.ci