Parmalat e Camorra, emergono altri risvolti relativamente alle vicende criminali che negli anni scorsi hanno portato la multinazionale del latte ad essere leader di mercato in tutto il Centro-sud. Ancora una volta compare il nome di Raffaele e Filippo Capaldo, padre e figlio imparentati col boss Michele Zagaria, la primula rossa del Clan dei Casalesi. Quindici giorni fa erano stati arrestati dai carabinieri gli hanno sequestrato due società, una villa, terreno e beni strumentali delle aziende tra cui quindici automezzi per un valore di 4 milioni e mezzo di euro.

I due padre e figlio, rispettivamente di 58 e 30 anni, sono stati già arrestati nel 2004 per una loro incursione – avvenuta nel 2000 – nello stabilimento della Eurolat di Piana di Monteverna. Nell’occasione sequestrarono il personale della controllata Parmalat che dura la distribuzione, minacciando i responsabili ed obbligandoli a rifornire la loro società, Euromilk, a danno di un’altra società riconducibile ad un altro clan quello dei Moccia. Le aziende sequestrate ai due imprenditori, sono la «Euromilk» e la «Euroservice» entrambi con sede a San Marcellino; la villa di circa 600 metri quadrati è a Casapesenna, con un annesso terreno di 1.800 metri quadrati, locali adibiti ad uffici, diverse attrezzature, tra cui quindici automezzi, e tre capannoni. I Capaldo, stando ad altre indagini, avrebbero condiviso interessi con alcuni personaggi di Parma. Colpisce che mai nessuno in Parmalat si sia mai ufficialmente rammaricato del fatto che l’azienda fosse arrivata ad avere un monopolio enorme in tutto il Sud, costretta dalla Camorra. (nella foto Calisto Tanzi)

Di red