Nel prossimo anno scolastico nelle scuole italiane ci saranno 11.726 docenti in meno e 28mila alunni in più, sono questi i pesanti effetti dei tagli previsti dalla finanziaria che incideranno pesantemente sulla nostra istruzione pubblica, lo si apprende dai dati contenuti nella circolare del Ministero sugli organici. In pratica si taglieranno posti aumentando il numero di alunni per classe. Ovviamente le organizzazioni sindacali non sono d’accordo, ma la loro protesta è a bassa intensità, le loro segreterie si sono limitate a rilasciare delle semplici dichiarazioni di disappunto.

Quando c’era il precedente governo ad ogni minimo fruscio, giustamente, lanciavano offensive mediatiche che sensibilizzavano non poco l’opinione pubblica, adesso fanno poco o nulla. In tutto questo s’intravede il fallimento politico delle attuali gerarchie sindacali che reggono le confederazioni della scuola, hanno sostenuto la vittoria del centro-sinistra, grazie alla loro penetrazione hanno fatto incetta di voti tra il personale scolastico, ma non sanno incassare il risultato del sostegno che hanno dato alla coalizione di Prodi. Nello spoyl sistem che ha interessato i ruoli direttivi del Ministero dell’Istruzione, chi sono gli uomini di Cgil, Cisl e Uil che hanno posizioni di potere? Cosa vanno a dire i sindacalisti che nelle scuole hanno chiesto il voto “contro la Moratti”, diranno che Fioroni li fa contare poco o nulla? Chi glielo fa fare di sostenere politicamente chi non li ha nemmeno in nota?

Di red