Il Giudice per ludienza preliminare di Venezia, Vincenzo Santoro, si è riservato di decidere si è riservato di decidere sulla competenza territoriale relativa al procedimento a carico degli appartenenti al Gruppo Salafita per la Predicazione ed il Combattimento, organizzazione terroristica algerina, ritenuta vicina ad Al Quaida presente anche ad Aversa.
Sono state tre le inchieste che hanno toccato la città normanna, lultima lo scorso aprile con loperazione Bon Voiage svoltasi tra lItalia e la Francia furono spiccati 12 ordini di cattura, tra loro anche due italiani: uno dipendente del Comune di Aversa che in cambio di 150 euro a favore avrebbe fornito documenti puliti ai terroristi, laltro il titolare di una ditta di Villa di Briano che avrebbe instaurato rapporti di lavoro fittizi. Si tratta dei primi due italiani coinvolti in unindagine relativa al terrorismo islamico. Prima ancora, nel gennaio del 2003, ad Aversa furono compiute sette perquisizioni e tre arresti, anche in quel caso furono trovati documenti falsi, poi nel gennaio del 2004, altri cinque arresti in varie parti dItalia, e tra queste anche la città normanna, anche in quel caso si trattava di documenti falsi e finanziamenti. La prima operazione toccò, Brescia, Aversa, Napoli e Vicenza, e per questo sono stati indagati sette algerini dei quali due sono stati rinviati a giudizio anche a Napoli. Gli avvocati hanno presentato anche delle eccezioni e la richiesta di scarcerazione del 24enne Nabil Gaad, il più giovane del gruppo, gli altri sei sono: Kahaled As (30 anni), Alì Touati (33 anni), Fari Gaad (36 anni), Yamine Bouhurama (33 anni), Kahaled Serai (36 anni) e Abdel Gader El Senbawy (46 anni). Ludienza è stata rinviata all8 marzo.