Certi casertani insistono ancora, un loro giornale nei giorni scorsi ha attaccato nuovamente, con toni pesanti, la Seconda Università agli Studi di Napoli, rivendicando che essa debba assumere l’astrusa denominazione di “Università di Caserta”. Dopo questo secondo attacco, il nostro giornale esprime la più completa solidarietà all’Ateneo che da lustro al nostro territorio ed in particolare al rettore Nicola Rossi, questi del casertano addirittura hanno accusato l’Università di essere razzista perché preferisce avere nel nome Napoli.

Una rivendicazione senza criterio, la Sun ha le sue facoltà dislocate su di un territorio vastissimo, che peraltro con Caserta non ha nulla che vedere, Ingegneria e Architettura sono ad Aversa, altre facoltà sono a Capua e Santa Maria Capua Vetere, tre città che per arte, storia e cultura sono decisamente più importanti di quella cittadina, che già in maniera assai forzata riveste il ruolo di capoluogo di provincia. Quella provincia imposta e non sentita ha addirittura potestà sull’Aversano, l’Atellano ed il Casalasco, che con essa non hanno nulla a che vedere, adesso vogliono mettere il loro marchio anche sull’Università e per questo si fanno sponsorizzare pure dal loro Vescovo. La Seconda Università di Napoli fu concepita politicamente dall’aversano Antonio Ruberti, compianto ministro dell’Università e dal parlamentare Tiberio Cecere, anche lui aversano. La denominazione di Napoli è certamente più compatibile con la storia millenaria di Aversa, Capua e Santa Maria Capua Vetere.

Salvatore Pizzo