Il Triduo pasquale comprende il venerdì santo, il sabato santo e la domenica di Risurrezione, dato però il carattere pasquale della Cena del Signore, entra nella celebrazione del Triduo anche la Messa vespertina del Giovedì santo. La Domenica di Pasqua è insieme lultimo giorno del Triduo e il primo del Tempo di Pasqua. Il Grande Triduo costituisce il cuore delle celebrazioni pasquali e di tutta la vita ecclesiale. Infatti i tre giorni presentano successivamente i vari aspetti del Mistero di passione, morte e risurrezione.
Giovedì Santo
Il giovedì mattina si celebra nella Cattedrale la Messa del Crisma, in cui il Vescovo consacra gli Olii Santi: il Crisma (usato per Battesimo, Cresima, Ordinazione dei presbiteri e dei Vescovi), l’Olio dei Catecumeni (usato per il Battesimo) e l’Olio degli Infermi (usato per l’Unzione degli infermi). La sera del giovedì si celebra la Messa In Coena Domini (Messa della Cena del Signore); in essa si fa memoriale dellUltima Cena consumata da Gesù prima della sua passione e si commemorano: l’istituzione dell’Eucarestia; listituzione dellordine Sacro (istituzione del sacerdozio); il comandamento dell’amore (Giovanni 15, 12-17). Durante questa Messa si svolge il rito della lavanda dei piedi, ripetendo quello che Gesù stesso fece durante l’Ultima Cena. Dopo il Gloria della Messa, le campane non vengono più suonate fino al Gloria della Veglia Pasquale. Il Giovedì Santo, dunque, è giorno di gioia e di ringraziamento, dopo la celebrazione infatti il cristiano si reca in Chiesa nel silenzio, nella contemplazione interiore e comunitaria, per adorare l’Eucaristia, custodita nellAltare della Reposizione, donata da Gesù in questa notte. Dunque, non si va in diverse Chiese per far visita al Sepolcro; il giovedì santo è il giorno in cui la Chiesa ricorda listituzione del Sacramento dellEucarestia, pertanto il cristiano si reca di sera in chiesa per adorare questo grande evento di salvezza donato alluomo.
Venerdì Santo
Durante il venerdì santo, la Chiesa celebra la passione, che culmina nella morte: Cristo ha assunto su di sé la morte per annientarla in modo definitivo; Cristo si addossa lerrore di Adamo affinché luomo potesse riallacciare il dialogo con Dio (dottrina della ricapitolazione). Come nel mercoledì delle Ceneri, i fedeli sono invitati all’astinenza dalla carne e al digiuno, che consiste nel consumare un solo pasto durante la giornata: il digiuno si compie in segno di penitenza per i peccati che Gesù è venuto a espiare nella passione. Non si celebra lEucarestia (la Messa) né si suonano le campane. Durante la celebrazione liturgica pomeridiana della Passione del Signore si distribuisce lEucaristia consacrata il giorno precedente. Solitamente, poi, in ogni parrocchia si tiene la processione devozionale con il Crocifisso (Via Crucis = via della croce).
Sabato Santo
Il sabato santo celebra il mistero della sepoltura: quel sepolcro vuoto, che prepara il trionfo al di là di tutte le apparenze, sottolinea nel cristianesimo limportanza della speranza. Il digiuno e lastinenza dalle carni possono anche essere protratte in questo giorno in preparazione della Pasqua. È lunico giorno dellanno in cui non si celebra né Messa né altra liturgia. È il giorno del sepolcro, giorno del silenzio, giorno in cui il cuore si svuota per essere riempito dalla gioia incontenibile dellannuncio di Resurrezione.
Grande Veglia e Domenica di Resurrezione.
La Messa della Veglia pasquale è definita come la Madre di tutte le Veglie (SantAgostino), è la celebrazione più ricca di liturgia ed è la più importante dellintero anno liturgico; è il cuore e la fonte della fede cristiana; è la celebrazione da cui sgorgano tutte le altre. La Messa della Veglia pasquale si articola in 4 parti: Liturgia della Luce, Liturgia della Parola, Liturgia Battesimale e Liturgia Eucaristica. I nuovi battezzati in questa notte portavano una veste bianca (in albis) fino alla domenica successiva. La Pasqua per il cristiano non è semplicemente una festa tra le altre: è la Festa delle Feste, la Solennità delle Solennità, come lEucarestia è il Sacramento dei sacramenti (il Grande sacramento). SantAtanasio la chiama la Grande domenica, come la Settimana Santa in Oriente è chiamata la Grande Settimana. (Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1169). La notte e il giorno di Pasqua presentano il culmine dellevento pasquale: il trionfo di Cristo sulla morte, che conferisce a tutto il messaggio evangelico il suo carattere decisamente positivo di gioia e di vittoria. Se ci si lascia pienamente coinvolgere nelle celebrazioni di questi giorni, lo sguardo della fede si rinnova: si può misurare allora lo splendore della Grazia, e comprendere la inestimabile ricchezza del Battesimo che ci ha purificati, dello Spirito che ci ha rigenerati, del Sangue che ci ha redenti (orazione della II domenica di Pasqua). E con la fede, si rinnova tutta lesistenza: si cammina in novità di vita, come in un mattino di primavera. Il Concilio di Nicea (anno 325) stabilì che la solennità della Pasqua di Resurrezione sarebbe stata celebrata nella domenica seguente il primo plenilunio che viene dopo l’equinozio di primavera (Cfr. Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1170). In quelloccasione (o, più probabilmente, nei decenni successivi) la data ufficiale dell’equinozio fu spostata dal 25 marzo al 21 marzo, poiché, a causa delle imprecisioni del calendario giuliano, si erano accumulati a quellepoca quasi quattro giorni di ritardo rispetto al tempo di Giulio Cesare. Per questo oggi la data di Pasqua è sempre compresa tra il 22 marzo e il 25 aprile (inclusi). Nicola Palumbo