In occasione delle celebrazioni liturgiche pasquali, durante la Messa della Veglia, davanti ad una folla di gente, che gremiva anche le navate della Chiesa Cattedrale di Aversa, l’Arcivescovo Milano ha lanciato un vigoroso e acceso monito affinché vi sia uno sforzo di intenti per la protezione e la salvaguardia dell’istituzione della famiglia: “Sacra già per sua natura, la famiglia assurge a valore sacramentale in quanto Dio si è incarnato nel mondo in una famiglia reale e concreta, costituita da una donna e un uomo” ha affermato l’Arcivescovo.

Il Magistero della Chiesa, dunque, prende nette distanze da qualsiasi altra forma di unione, che vuole accaparrarsi anche la stessa definizione di ‘famiglia’. È stata l’occasione per l’Arcivescovo di Aversa per lanciare forti appelli significativi, rivolti all’intera comunità dei credenti, in modo puntale e diretto, centrando problematiche su cui la società civile tanto si sta interrogando. L’omelia ha ripreso anche il decreto conciliare ‘Apostolicam Actuositatem’ (sull’apostolato dei laici), opera del Magistero della Chiesa, letto e analizzato in diocesi durante quest’anno pastorale. Le tematiche toccate da Mons. Milano nella sua omelia sono state lo ‘snaturamento dell’istituto matrimoniale’ in epoca contemporanea e quella dell’opportunismo religioso. “Il problema dei nostri giorni non è tanto l’ateismo, bensì quello dell’agnosticismo, in base al quale tutto è lecito. Lo snaturamento dell’istituzione sacramentale del matrimonio, equiparato alle unioni di fatto, è l’espressione più manifesta di questo modo assurdo di ragionare da parte della comunità civile”, ha affermato l’Arcivescovo di Aversa. “Accanto a questa preoccupante situazione si aggiunge anche quella di un cristianesimo annacquato, fatto di compromessi, se non addirittura di opportunismo politico”, ha continuato l’alto prelato. Con il suo fare vivace e appassionato, dunque, Monsignor Milano ha toccato temi su cui il dibattito dei nostri giorni è assai acceso, individuando anche le cause del problema in quelle persone che si dicono ‘cristiani’ sfruttando l’etichetta per i propri tornaconti elettorali. A questi cristiani l’Arcivescovo, riprendendo una affermazione di San Paolo ha detto che “non bisogna prendersi gioco di Dio, bensì trattare le cose sante santamente”. La Pasqua (Pesach = passaggio) è la Solennità su cui si fonda la vita del cristiano, è la Solennità che dice al mondo che la morte e la sconfitta non sono le parole ultime e definitive, bensì c’è spazio per il ‘passaggio’ ad una nuova dimensione esistenziale: è il trionfo di Dio-Cristo sulla morte che conferisce a tutto il messaggio evangelico il suo carattere decisamente positivo di gioia e di vittoria, come ricorda anche il Padre della Chiesa Ireneo di Lione.

Nicola Palumbo