L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa fa parte della storia della psichiatria italiana, una scienza di cui la città normanna è stata uno dei centri mondiali. Non solo grazie a quello che fu il manicomio (Ospedale Psichiatrico) Santa Maria Maddalena, ma anche grazie alla presenza dell’Opg (Ospedale Psichiatrico Giudiziario), quello che un tempo era detto manicomio criminale, dove finiscono tutti coloro che affetti da patologie psichiatriche commettono reati, di queste strutture ce ne sono solo sei in Italia, quella di Aversa porta il nome di Filippo Saporito, illustre psichiatra aversano.

Un lustro che l’Opg ha perso da decenni, lo stato non si cura degli sfortunati esseri che vi sono rinchiusi, individui in gran parte pericolosi per la società, almeno secondo la giustizia. Lo psichiatra Franco Rotelli, uno dei grossi nomi della psichiatria italiana, ha asserito che molti dei detenuti degli Opg potrebbero essere liberati se vi fossero idonee strutture di cura di cui si dovrebbero far carico le Asl. Una cosa è certa, dopo il rumore fatto dall’inchiesta pubblicata del Corriere della Sera, firmata Fulvio Bufi, il governo ha fatto sapere che sarà varato un piano per sistemare in altre strutture 400 “ospiti” che attualmente sono negli Opg. In quello di Aversa ci sono 300 reclusi “ricoverati” a fronte di una capienza massima di 170 unità. Il solo parlamentare che in questa legislatura sembra aver preso a cuore le condizioni della struttura aversana è il deputato “no-global” Francesco Caruso che ha chiesto alla Commissione Affari sociali di effettuare un’ispezione.

Di red