Sono state oltre un migliaio le persone accorse a «Tuttinsieme contro la Camorra e le mafie», il convegno che si è svolto venerdì sera nellauditorium dellItc Carli di Casal di Principe, un evento al quale hanno partecipato le massime cariche nazionali e locali preposte alla lotta al crimine. Lincontro è stato organizzato da Nero Su Bianco, il periodico della zona Aversana un giornale diretto dal nostro direttore Salvatore Pizzo, il dibattito è stato introdotto e concluso dal senatore Pasquale Giuliano che ha detto:
Questincontro deve servire prima di tutto a debellare in maniera definitiva l’identificazione del casalese con il camorrista, eliminando sul nascere anche il compiacimento supino di quanti da soli si ergono a guardiani del territorio. Il Vice Presidente del Csm Nicola Mancino, nel suo intervento ha detto che la nostra è: Una terra dove però si deve far sentire la presenza dello Stato, senza nascondersi davanti ad una realtà che molte volte vede gli amministratori negativamente condizionati dall’esterno, Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia, ha invece ha affermato: La necessità di una repressione forte e di una autoregolamentazione degli stessi partiti. Prima ancora di parlare di possibile infiltrazione nel consiglio comunale, che pure vengono accertata, attualmente i Comuni con le commissioni di accesso ne sono quindici, è fondamentale che i leader degli schieramenti politici si oppongano alle candidature nelle liste elettorali, di persone indagate o addirittura condannate Come a dire piuttosto che curare impariamo a prevenire. E prevenire significa allargare la partecipazione, chiedere ai cittadini da che parte vogliono stare, imparare a difendersi da una camorra che assomiglia sempre di più alla mafia siciliana, con un ordine gerarchico che vede il capo da una parte e l’esercito dall’altra pronto a rispondere ai comandi. La soluzione è allora nell’alternativa che la politica deve sapere assicurare ai giovani. Solo così possiamo davvero sperare che non vadano ad ingrossare le fila della delinquenza ed è possibile registrare il consenso di tutte le categorie sociali che operano a vari livelli ed in diversi settori della vita quotidiana. La camorra e la mafia siciliana sono ormai un unicum ed i tentativi di infiltrazione devono essere riconosciuti alle prime mosse. Tra gli altri sono intervenuti anche lArcivescovo di Aversa Mario Milano, il docente Mariano Menna, che insegna procedura penale alla Sun e Antonia Vertaldi presidente della sezione misura e prevenzione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Per la Vertaldi: «Il risultato può essere assicurato solo la magistratura e gli inquirenti vengono messi nella condizione di produrre, con l’impunità la Camorra che agisce secondo la modalità del Provenzano, accresce la sua ricchezza con investimenti che sono all’estero e che hanno la forza nei prestanomi».