In merito ad un caso di meningite batterica riscontrato in una donna residente ad Aversa e segnalato il 22 aprile, l’Asl di Aversa fa sapere che il servizio di epidemiologia e prevenzione della stessa azienda insieme all’Uopc ha messo in atto tempestivamente tutte le misure previste. La donna, attualmente ricoverata presso il Cotugno di Napoli, esercita attività di pediatra, e stando a quanto comunica l’Asl:

“L’analisi epidemiologica condotta dalla unità operativa di prevenzione collettiva di Aversa ha permesso di appurare che si tratta di caso sporadico tale da non generare rischio di epidemia nella comunità”. È stata, altresì, attivata una sorveglianza sanitaria attiva nei confronti dei contatti stretti, dell’ambito familiare (conviventi) che continuerà per i prossimi giorni, epoca in cui, in assenza di ulteriori segnalazioni potrà ritenersi concluso il periodo di attenzione. Ai familiari, inoltre, è stata prescritta terapia antibiotica di profilassi presso l’ospedale Cotugno di Napoli. La donna nella settimana precedente l’insorgenza della malattia ha effettuato attività ambulatoriale e domiciliare presso il proprio studio. In considerazione del tempo medio di incubazione (2-4 giorni), gli unici da considerarsi “contatti stretti” – persone che hanno soggiornato nello stesso ambiente per più di 4 ore con il caso – sono gli utenti che hanno avuto contatto diretto non episodico, insieme ai familiari. Considerata la natura dei contatti-utenti, suscettibilità individuale per preesistenti patologie anche in contatto fugace, a scopo precauzionale, è stata consigliata, laddove possibile, la somministrazione di antibiotici a titolo di prevenzione. Nella giornata di oggi sono stati già contattati e sottoposti a controllo da parte dell’Uopc di Aversa circa 150 bambini visitati dalla donna e i loro genitori. Tutte le misure di profilassi sono state prontamente attivate dalla Uopc del Distretto n. 34 di Aversa. L’Asl fa anche sapere che: “Non vi sono, al momento, evidenze che giustificano l’adozione di misure restrittive e/o la pratica di misure di speciali di profilassi ambientale”. Nello studio della donna è opportuno, altresì, continuare a garantire la “routinaria” disinfezione e pulizia delle superfici, con i normali prodotti del commercio, oltre alla normale “aerazione” degli ambienti, come auspicabile per prevenire qualsiasi tipo di inconveniente infettivo trasmissibile durante i quotidiani contatti . In ogni caso considerate la situazione attuale non risulta necessario estendere la profilassi antibiotica alla popolazione generale.

Di red