Il Pm Carlo Nordio della Procura di Venezia ha chiesto il rinvio a giudizio per cinque presunti appartenenti al “Gruppo Salafita per la predicazione ed il commbattimento” che è legato alla rete di Al Quaida. Questa celula venne sgominata nell’estate del 2006 nel corso di un’operazione dell’operazione dei Ros dei carabinieri battezzata ‘Numidia’.

Gli indagati dei quali uno è latitante, si dichiarano innocenti, rifiutano l’ipotesi di patteggiamento che avrebbe previsto la loro espulsione dal territorio italiano. Si tratta di un gruppo, vicino alla rete di Osama Bin Laden, che è risultato attivo anche nella zona aversana, infatti, per ben tre volte in tre anni ci sono state indagini che hanno portato ad arresti nel nostro territorio. La prima volta il 16 gennaio del 2003, quando proprio tra la Campania ed il Veneto (Vicenza) furono arrestate tre persone, e furono perquisite alcune abitazioni nella zona di Piazza Marconi. La Seconda volta il 26 gennaio del 2004, quando in varie città italiane, tra cui sempre Aversa e Vicenza, furono arrestate cinque algerini, due quelle residenti nel nostro territorio: una in città l’altra a Villa di Briano. Infine il 18 aprile, con l’operazione “Bon Voiage” che portò all’arresto di 12 persone tra l’Italia e la Francia, tra loro un imprenditore edile di Villa di Briano accusato di aver certificato false assunzioni ed un dipendente del Comune di Aversa che avrebbe fornito ai terroristi falsi documenti d’identità emessi dall’ente. Il filo conduttore emerso relativamente alla nostra zona è sempre lo stesso, nell’aversano i Salafiti si procurano falsi documenti d’identità, reclutavano volontari per le spedizioni suicide in Africa e Medio Oriente e raccoglievano soldi.

Nella foto osama Bin Laden

Salvatore Pizzo