Tre parlamentari di Rifondazione Comunista: Caruso, Dioguardi e Smeriglio tempo fa hanno presentanto uninterrogazione al Ministro della Sanità, Livia Turco (nella foto)denunciando che negli ospedali psichiatrici giudiziari, tra cui anche quello di Aversa, si pratica frequentemente la pratica della coercizione e che in tutti e sei gli istituti vi sono sale appositamente dedicate.
La coercizione consiste nel legare i polsi, le caviglie e il torace di una persona con disagio psichico, generalmente seminuda, ad un letto con un buco al centro per i bisogni, per un tempo indefinito. I tre parlamentari della cosiddetta sinistra radicale scrivono: In base ai dati forniti dall’Associazione Antigone, tra l’altro segnalati nel documento conclusivo dell’indagine interministeriale presieduta dal dott. Adolfo Ferraro, nel 2004 questi episodi si sono verificati almeno 515 volte e 196 internati sono stati sottoposti a misure di coercizione, alcuni quindi più di una volta. Adolfo Ferraro è anche il direttore dellOpg di Aversa. Al deputato no global Francesco Caruso che è il primo firmatario risulta da visione personale dei registri durante le ispezioni parlamentari di un internato – Marco Orsini – coercito per 14 giorni nell’Opg di Aversa durante il mese di dicembre 2006, ma di altri casi simili anche nelle altre strutture. Il ministro Turco ha risposto che gli Opg rientrano nelle competenze del Ministero della Giustizia, tuttavia scrive che bisogna adperarsi affinchè: Sia data piena attuazione al decreto legislativo n. 230 del 1999, nel quale fu stabilito il trasferimento delle competenze sanitarie dall’Amministrazione Penitenziaria al Servizio sanitario nazionale e alle Regioni, in un’ottica di maggiore controllo dei sei ospedali giudiziari nazionali. Inoltre, chiarisce quali leggi autorizzano l’uso dei mezzi di coercizione fisica al fine di evitare danni a persone o cose o di garantire l’incolumità personale nei limiti di tempo strettamente necessari, sotto costante controllo sanitario e con l’uso dei mezzi impiegati per le medesime finalità presso le istituzioni ospedaliere pubbliche. Scrive ancora il Ministro: In concreto, la coercizione fisica viene attuata solo in rari casi di estrema necessità, per evitare e prevenire eventuali gesti inconsulti anche eteroaggressivi da parte del ricoverato in O.P.G., quando questi si trovi in uno stato psichico particolarmente alterato e tale da renderlo pericoloso per sé stesso e per gli altri. Per quanto riguarda l’internato Marco Orsini, il Direttore dell’O.P.G. di Aversa ha comunicato che egli è stato sottoposto ai mezzi di coercizione dal 30 novembre 2006 all’11 dicembre 2006: si trattava di un soggetto a rischio concreto di suicidio e nell’attesa dell’efficacia della terapia farmacologica è stato sottoposto, su disposizione e sotto continuo controllo dello psichiatra, dei medici incaricati e dei medici di guardia, a tale trattamento. Nel periodo della coercizione è stato controllato dai sanitari dalle 3 alle 5 volte al giorno e, ritornato al reparto, non ha successivamente manifestato intenti autosoppressivi.