Relativamente all’inchiesta che riguarda le attività della colonna parmigiana del Clan dei Casalesi, altri quattro indagati hanno chiesto ed ottenuto di patteggiare in fase di udienza preliminare, oltre alla pena di un anno e 4 mesi ad Annamaria Errante di cui abbiamo già dato notizia, si tratta della suocera di Pasquale Zagaria, fratello del superboss Michele (nella foto), gli altri sono:
Antonio Zagaria, un anno e sei mesi ; Carmine Zagaria un anno e undici mesi; stessa pena per il cugino Pasquale Fontana, ed Antonio Diana, che ha avuto sei mesi in continuazione con un altro reato. Alla base delle loro imputazioni c’è un fitto giro di riciclaggio di danaro sporco che dal nostro territorio veniva inviato a Parma, dove parmigiani di fiducia lo ripulivano principalmente in attività immobiliari contribuendo a rendere florida l’economia di quella città, che a quanto pare ha usufruito anche dei soldi sporchi del sangue della nostra gente, almeno questo si capisce dalle indagini del Pm della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Raffaele Cantone. L’inchiesta coinvolge pesantemente anche la politica tra coloro che hanno fatto richiesta di rito abbreviato c’è anche il consigliere regionale dell’Udeur Vittorio Insigne, che per poco non conquistò uno scranno a Montecitorio, il suocero di Pasquale Zagaria, Aldo Bazzini, parmense di Collecchio e la sua convivente che è la donna che ha patteggiato un anno e quattro mesi, mentre suo figlio Andrea aveva precedentemente patteggiato due anni. Ha chiesto il giudizio abbreviato anche Pasquale Zagaria, con lui anche il cugino Michele Fontana, lo stesso hanno fatto: Michele Barone, Giuseppe Della Corte. Il Pm Cantone per svolgere le indagini si avvalso dei carabinieri del Ros, che in Emilia soprattutto a Parma hanno sequestrato beni per oltre 50 milioni di euro, tra essi le agenzie immobiliari dei Bazzini. Tra gli indagati in un altro stralcio dell’inchiesta c’è anche Alfredo Stocchi, l’ex assessore socialista del Comune di Parma che lavora come agente immobiliare, come testimone è stato invece ascoltato Giovanni Bernini, ex consigliere del Ministro delle Infrastrutture Lunardi e presidente uscente del Consiglio comunale di Parma e oggi assessore in pectore in quota di Forza Italia. Su richiesta di Stocchi incontrò Pasquale Zagaria, per questo è stato interrogato dagli uomini della DDA che gli hanno anche sequestrato un’agenda. Il Pm, in colloquio con i giornalisti dopo l’udienza preliminare, ha chiaramente parlato di: “Rapporti collusivi con esponenti di rilievo dell’imprenditoria e dell’amministrazione pubblica» Gli altri indagati le cui posizioni devono essere ancora definite per questa prima parte dell’inchiesta sono la primula rossa Michele Zagaria, il Capo del Clan dei Casalesi, Filippo Capaldo (coinvolto anche nell’inchiesta che riguarda l’imposizione da parte dei Casalesi del marchio Parmalat sul nostro territorio), Cesare Giancane, ufficiale dell’Esercito, già direttore dei lavori del cantiere Nato di Licola. Per adesso le indagini proseguono e riguardano pesantemente anche la politica, alla base di tutto si capisce che i soldi sporchi del sangue della nostra gente a Parma lì sanno lavare bene. Salvatore Pizzo