Una delle varie inchieste scaturite dalle vicende che riguardano lex Texas di Aversa ha portato la magistratura a sequestrare altri beni del gruppo Ixfin e delle sue controllate Unicom e Oliit. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha ottenuto il sequestro di beni e prototipi di progetti di ricerca, il provvedimento nasce da un esposto di firmato da 141 dipendenti del sito produttivo che un tempo aveva sede ad Aversa, meglio tardi che mai.
Dice una fonte giudiziaria che è stata «mortificante la sequenza di cambi di proprietà, di denominazioni e di sedi che hanno dovuto subire i dipendenti del prestigioso stabilimento della Texas Instruments di Aversa, invece di godere dei benefici dei contratti di programma». La società, in ultimo controllata da Massimo Pugliese, è stata dichiarata fallita lanno scorso. I passaggi di proprietà sono stati tantissimi, solo a Santa Maria ci sono una quindicina di indagati per truffa ai danni dello stato e malversazone, ma ci sono inchieste anche a Ivrea, dove si sta svolgendo il procedimento per bancarotta della Oliit e a Napoli per la bancarotta che ha portato il fallimento, a Padova per il crack della Finmek, infatti il sito produttivo era tra gli asset di questa società anchessa in default, che ha emesso un bond collocato da Banca Intesa e mai rimborsato. I politici aversani? Tacciono
s.p.