La segretaria dei Radicali Rita Bernardini per il solo fatto di sentire molto parlare la lingua napoletana nei bar nei dintorni di Montecitorio, ritiene che ciò sia sintomo di presenza della Camorra. Unequazione napoletano uguale Camorra che fa paura, qualcuno dice che è stata una provocazione per porre laccento sul fatto che i clan, specie quello dei Casalesi, si stanno infiltrando nella gestione delle attività di ristorazione nella capitale.
Sarà pure vero che i camorristi hanno interessi nella capitale, anzi è probabile, ma se la Bernardini sa veramente qualcosa di concreto dovrebbe dirlo alla Procura di Roma, se non lo fa o vuol dire che non ha il coraggio, o che la sua è una bassa boutade politica. Chissà perché la segretaria dei Radicali non si è posta il problema di sapere quale sia lidioma maggiormente parlato nelle banche nei dintorni di Montecitorio, anzichè prendersela con i baristi che potrebbero anche offendersi, visto che ha indicato anche quali sono, quelli intorno a Montecitorio. La signora Bernardini dovrebbe domandarsi anche perché ci sono numerosi pregiudicati che siedono in parlamento, interrogativi ai quali sarebbe interessante dare una risposta. A Roma cè la politica che conta e si sa che con essa i Casalesi e le altre organizzazioni criminali vogliono sempre avere qualche contatto, intanto il settimanale Panorama ha rivelato che Antonio Iovine detto ONinno incappato in un controllo di polizia nella capitale è riuscito a farla franca, solo dopo, gli agenti si sono accorti chi era guardando una foto segnaletica: uno dei dieci latitanti più pericolosi dItalia, che negli anni scorsi nella capitale ha gestito anche una nota discoteca.