Quei pochissimi turisti che arrivano in treno ad Aversa, in questo periodo oltre a non trovare alcuna struttura ricettiva, ricevono il solito orrendo bigliettino da visita. Una stazione ferroviaria sena fontane, senza panchine e senza un ufficio di assistenza alla clientela, poi si esce ed il primo impatto è quello di un cantiere la cui recinzione è poco estetica, anche locchio vuole la sua parte.
Il monumento a Cimarosa spesso è usato come gradinata per il bivacco da alcuni cittadini nordafricani, che nella zona della stazione non hanno un posto più fresco dove poter stare. Proseguendo verso il centro allangolo tra Via Fermi e la rotonda antistante la chiesa di San Michele, lo spazio che una volta era un parco giochi per bambini oggi è un nauseabondo ricettacolo di rifiuti abbandonato a se stesso, dove dei giochi non cè nessuna traccia. Proseguendo allincrocio tra la Variante e Via Diaz il semaforo per i pedoni indica sempre rosso, è guasto da settimane e nessuno in municipio ci pensa, arrivati in Piazza Vittorio Emanuele ci si trova davanti alla fontana che è il solito ricettacolo di rifiuti, laiuola intorno è mal curata, così come quella intorno al monumento ai caduti in Piazza Municipio, mica in comune pensano a conferire un appalto per la cura del verde in maniera continua, peraltro in Piazza Municipio abbondano le erbacce e i soliti cani randagi. LArco dellAnnunziata a ricordo del cantiere relativo al recente restauro è stato adornato di un carrello elevatore ben visibile da chi arriva da sud, usato dai muratori che lo hanno lasciato lì in bella mostra, lentrata dellex manicomio Santa Maria Maddalena è invece una discarica, così come lentrata del Parco Pozzi dal lato di Via Andreozzi. Insomma delle inefficienze che si potrebbero eliminare a costo zero e che potrebbero portare molto alla città, sono lì come se nulla fosse, forse i dirigenti comunali, preposti per ciò che è di competenza dellente locale, non se né sono accorti, ed i politici che dovrebbero dare indicazioni non hanno gli attributi adatti per farsi rispettare.
Salvatore Pizzo