Tra le persone chiamate a testimoniare nel processo a carico di Mario Alessi ed Antonella Conserva, la coppia che è in carcere per il rapimento e l’uccisione del piccolo Tommaso Onofri, c’è anche una donna originaria di Aversa, Aurelia D’Ettorre. La signora abita con la famiglia nelle vicinanze del luogo dove il corpo del piccolo ucciso con un colpo di cazzuola fu ritrovato, nell’aprile del 2006,

era sepolto sotto del terriccio, sull’argine dell’Enza, tra le province di Parma e Reggio Emilia, in via del Traglione un luogo che prima di quel tragico ritrovamento era frequentato da prostitute, che lì si appartavano con i loo clienti, tra i loro frequentatori c’era anche Mario Alessi, che forse per questo conosceva il luogo, dove Tommy fu ammazzato quasi subito dopo il rapimento avvenuto un mese prima del ritrovamento del corpicino. Al delitto partecipò anche Salvatore Raimondi, che è stato già condannato a 20 anni con il rito del giudizio abbreviato. La signora ha deposto ieri davanti alla Corte d’Assise di Parma (presidente Eleonora Fiengo, a latere Gennaro Mastroberardino), convocata su richiesta del Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia, Silverio Piro, che nell’udienza in questione, la quarta per la precisione, ha ottenuto che fosse convocata anche la prostituta con la quale Alessi era solito appartarsi e tutti i residenti della zona, per meglio illustrare ai magistrati ed ai giurati le caratteristiche dei luoghi, cosa che la D’Ettorre bene ha fatto. Una testimonianza apparentemente marginale, durata poco più di un quarto d’ora, ma evidentemente ritenuta significativa dal Pm.

Salvatore Pizzo