Caro Direttore, il Segretario del Partito democratico, su proposta dei giovani della Margherita e della Sinistra giovanile, ha lanciato l’idea della nascita di un gruppo giovanile all’interno del Pd. È una buona notizia che i giovani riformisti aspettavano da tempo. Ritengo, infatti, che diversamente da altri Paesi europei,

i gruppi giovanili dei partiti politici abbiano sempre rappresentato l’unica scuola per chi volesse fare politica in Italia. Tuttavia, quello che sarà non può essere paragonato ai movimenti che sono stati; penso in particolare alla Fgci o ai giovani democristiani: vi sono differenze nel Paese e nella società che non consentono paragoni col passato. Attualmente, infatti, se da un lato la nascita di un gruppo giovanile può essere vista come centro e sviluppo della classe dirigente che verrà, dall’altro può trasformarsi in una gabbia, in un bavaglio messo per "accontentare" e far tacere, facendola magari invecchiare, quella buona parte della mia generazione che vuole contribuire al reale sviluppo del Paese. È necessario, dunque, che il nuovo movimento giovanile non nasca da modelli vecchi, ma colga gli spunti innovatori e riformisti provenienti dalla società e faccia massa critica con questi. Per far ciò, è importante che i giovani vengano presi sul serio, che vengano chiarite le regole del gioco e si risponda a qualche domanda. Sarebbe interessante, per esempio, capire come saranno formate le liste elettorali alle primarie del 21 marzo che riguarderanno, appunto, i giovani. Sarà, davvero, un processo democratico? A queste, come ad altre domande, urge una risposta e sono sicuro che Veltroni saprà darla in modo chiaro e deciso. Concludendo e ringraziandoLa per l’ospitalità datami, sono convinto che un movimento giovanile all’interno del Pd potrà servire davvero al Paese se i giovani si faranno seri portatori delle istanze di libertà e democrazia che crescono nei loro sogni e nelle loro speranze e se i politici adulti decideranno di ascoltare quelle proposte innovative che già altre volte e in altri campi i giovani italiani hanno dimostrato di saper declinare, spesso all’estero, costretti a far ciò dalla sordità dei politici nostrani. Da parte mia, cercherò di dare il mio contributo e, insieme a Generazione U Caserta, mi metto a disposizione delle altre realtà politiche e sociali che si riconoscono nel Pd, per lavorare e collaborare insieme alla costruzione di un movimento giovanile forte e veramente democratico.

Nicola del Piano (Generazione U- Caserta)

Ci fa piacere che un giovane attivista politico scelga il nostro giornale per esprimere le sue idee, non possiamo per non farle rilevare che lei pur essendo un aversano, si firma indicando il tomponimo “Caserta”. La nostra speranza è di non essere costretti ad annoverarla, in un prossimo futuro, tra quei “politici” locali che celano Aversa per dare spazio e lustro alla cittadina di Caserta, che nulla ha a che vedere con l’Aversano, il Casalasco, il Liternese e l’Atellano.

Cordiali saluti Salvatore Pizzo

Nella foto sopra: Nicola del Piano