Sta venendo fuori la verità, la coraggiosa protesta anticamorra messa in atto dagli operatori ippici che svolgono la loro attività nell’Ippodromo Cirigliano di Aversa, vuole essere strumentalizzata da qualcuno per fini privati, per adesso il complotto sta fallendo anche grazie al sostegno degli esponenti istituzionali che hanno la responsabilità del settore ippico che, ricordiamolo, ha una gestione pubblica.
Prima il Commissario dell’ente tecnico l’Unire (Unione Nazionale Incremento Razze Equine) Guido Melzi d’Eril, poi il Ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro in persona, hanno ribadito che non si cederà all’azione criminale, sarebbe grave sospendere un’attività così preponderante per l’economia locale cedendo alla Camorra. Nell’ambiente ippico italiano, c’è chi pensa di arrivare alla chiusura del Cirigliano, per spostare le giornate di corse ed il relativo montepremi assegnato all’impianto aversano, in altre realtà ippiche del centro Sud. Quelli che paventano questa ipotesi dimenticano che anche nel Basso Lazio, dove si pensa di allocare il carnet che il Cirigliano si è conquistato in 40 anni di storia e sacrifici, o Napoli e nel salernitano, in Puglia e in Sicilia, la macrocriminalità organizzata è presente ed ha le stesse modalità di azione di quella nostrana. Dire che solo Aversa sia una zona aggredita dalla Camorra è indecente, inaccettabile, chi lo dice è in malafede. Nei giorni scorsi nella sede del Minstero delle Politiche Agricole le categorie ippiche e i vertici del Nucleo Antifrode dei Caabinieri hanno concordato una linea di azione sottoscritta dalle categorie ippiche, che dopo una settimana di proteste ha permesso al Cirigliano di riaprire dopo la protesta. Questo non è andato giù a chi vuole trovare il pelo nell’uovo avendo interesse affinchè il Cirigliano ceda le sue quote di mercato, qualche ippico nonostante quanto sottoscritto qualche giorno prima, probabilmente be suggerito, voleva scioperare ancora protestando ad una regola dopo due anni che esiste: stabilire i partenti delle corse solo la mattina e non due giorni prima come avviene altrove, onde evitare che la Camorra abbia tempo tecnico di organizzarsi e decidere chi minacciare e quali risultati imporre. A quanto pare coloro che volevano questo appartengono al sindacato Anagt (Associazione Nazionale Allevatori Guidatori Trotto), una delle sigle firmatarie dell’accodo, ma alla fine il buon senso ha prevalso, per adesso.
Salvatore Pizzo
Nella foto sopra Il Ministro dele politiche agricole Paolo de Castro
Ecco il piano d’azione sottoscritto da forze dell’ordine e categorie, il 27 novembre nella sede del Ministero delle Politiche Agricole.
– lapplicazione rigidissima e alla lettera del disciplinare aree riservate e dichiarazioni partenti dellippodromo Cirigliano ( partenti il mattino per il pomeriggio);
– lapplicazione rigidissima e alla lettera della disciplina regolamentare, con particolare riferimento alle norme in materia di illecito sportivo;
– la nomina di una giuria composta da funzionari particolarmente esperti provenienti da aree geografiche non limitrofe alla Campania.
Richiesta inviata e poi ritirata