Il Cirigliano di Aversa ha resistito all’ennesimo attacco della malavita organizzata, ancora una volta è stata annullata una corsa pur di non fare quello che i guappi avevano ordinato. Gli operatori ippici che vi lavorano e la società che gestisce il Cirigliano, oramai sono una sorta di resistenti che ogni giorno rischiano la vita pur di dire no alla Camorra.
Nonostante questo, la grande stampa si accorge delleroismo che il Cirigliano sta rappresentando solo a metà, prendendo per buone solo le informazioni fornite da fonti interessate. Cè chi ha interese a strumentalizzare la vicenda non per apprezzare chi resiste alla Camorra, ma per contribuire a distruggere il Cirigliano, che è leader in Italia e le cui quote di mercato sono ambite da strutture concorrenti, Uno sciacallaggio, anche a mezzo stampa, che indirettamente vuole colpire chi lotta contro la Camorra. Mercoledì sette driver hanno detto alla giuria di corsa, prima della gara, di essere stati minacciati, per questo non si svolta la quinta corsa. Le minacce sarebbero avvenute in un centro di allenamento a Licola, in provincia di Napoli, ed è qui che sorge il primo inghippo. Qualsiasi cronista di nera o di giudiziaria, sa bene che gli sconfinamenti di un clan in un altro territorio sono un fatto grave per i camorristi, e come mai la Camorra del Clan dei Casalesi, sconfina così bellamente nel napoletano per minacciare qualcuno, senza che succeda una guerra tra clan, e non lo fa nel proprio territorio? Si tratta di un elemento non secondario che dovrebbe indurre a riflettere, potrebbe esserci unaleanza tra clan, ma non si spiega perchè questi malavistosi vanno nel napoletano a minacciare i driver, solo quando devono correre ad Aversa e non quando devono correre nel ippodromo di Agnano sito nella vicinissima Napoli, è molto strana questa situazione, che andrebbe approfondita anche sotto lo scenario investigativo. Le assurdità poi si sprecano: Corrado Zunino di Repubblica, evidentemente profano dellambiente, findandosi di qualcuno si è fatto inconsapevole strumento di una strumentalizzazione meschina e strisciante, ha scritto che il Cirigliano è: Un ippodromo a caratura locale come Cirigliano: 63 milioni di euro giocati in 74 giornate, la media più alta d’Italia, questi sono i numeri consueti dellimpianto aversano ed è proprio per questo che molti vorrebbero distruggerlo, per convogliare altrove i flussi di scommessa e le giornate di corsa assegnate. Il Cirigliano pur essendo "in Provincia" fa parte della storia dellippica italiana, vi si svolgono i gran premi Stabile ed Andreani, dove per la prima volta un cavallo del calibro di Varenne si è rivelato per quello che era, sabato (domani) cè il Criterium. Dire che il Cirigliano è un ippodromo secondario, sarebbe come dire ad un appassionato di calcio la Roma è una squadra di serie C. Zunino cità un certo Mattii molto legato alla proprietà dellippodromo di Montegiorgio in provincia di Ascoli Piceno, che pur avendo un legame simile, anni fa gestiva su incarico dellente tecnico la Corsa Tris, e non pochi malumori aveva creato il sistema discrezionale di invito dei cavalli che partecipavano alle gare, addirittura persino gli atti relativi allorganizzazione di questa corsa a scommesse così delicata, si svolgevano nella cittaina marchigiana. Una sorta spostamente di una funzione dello stato in un decentrato paesello di provincia, con tutti i rischi che ha comportato: lufficio di Mattii ha subito anche un misterioso furto di dati. Addirittura Zunino citando un episodio di un driver, che in un concitato dopo gara andò in escandescenza rivolgendosi alla giuria con frasi pesanti, cosa deprecable che avviene spesso in tutti gli sport, il giornalista dice che lo sportivo non fu identificato, ma se partecipava ufficialmente alle gare di quel giorno, ed era in divisa da corsa quale altra identificazione doveva esserci? Facendo sempre lesempio del calcio, sarebbe come se un arbitro in campo non riconoscesse un giocatore. Ma la cosa palesemente falsa a Zunino, la dice ci prendiamo la responsabilità di smentirlo anche perchè dice che i malavitosi si incontrerebbero al Bar delle Scuderie per rifinire le loro mosse. Zunino, o la sua fonte che probabilmente è qualche marchigiano interessato ad avere visibilità nellippica, non sanno che quel bar non ha nemmeno le sedie ed è così strutturato che pur volendo gli incontri segreti sarebbero pubblici per forza. Chiunque vi entra è visibile a distanza, anzi è una delle attività che rischia di chiudere proprio peerchè la situazione di crisi che si sta creando, provocherà un altro 30enne disoccupato: il giovane gestore che lo ha ereditato per la terza generazione. Attenzione a quello che si scrive, non aggiungiamo castronerie al dramma. Il Cirigliano ha un trend nazionale ed internazionale, viene attaccato dalla camorra ed ha come concorrenti strutture blasonate che arrancano, le quali sono ben aggangiate a gente che conta. Un mix che produce articoli alla Zunino, intanto nessuno pensa che se la Camorra vince della gente rimarrà senza lavoro.
Salvatore Pizzo*
Questarticolo non è stato scritto in veste di giornalista, ma di persona nata nel Cirigliano