Chiude con una vittoria il 2007 calcistico dell’Aversa Normanna, che dopo indicibili sofferenze si è imposta sui cugini del Giugliano, dopo 82 minuti al cardiopalma. Un risultato giusto se letto nell’ottica dei novanta minuti, ma che dimostra da un lato la difficoltà dei granata di chiudere le partite, sprecando ghiottissime occasioni gol, col rischio, come già avvenuto nel passato, di venire acciuffati in extremis, e dall’altro della ritrovata vena dei gialloblù giuglianesi,

che mettendoci il cuore riescono a sopperire al deficit tecnico fatalmente alto quando incrociano i garretti con corazzate come la squadra aversana. Anche se poi questa forza gli uomini del presidente Spezzaferri devono ancora dimostrarla sul campo. Troppi ancora i sei punti di distacco dalla vetta, all’inizio del girone di ritorno, per quello che è il potenziale diretto da mister Boccolini e troppe le amnesie difensive da correggere per poter finalmente rendere reale in salto di categoria e l’agognato passaggio nei professionisti. Cacciato lo spaccaspogliatoi Verolino, allontanatosi per sua volontà l’ingombrante prim’attore Buonocore, la speranza è che l’Aversa, riformi quello spirito di squadra, capace di fargli superare le avversità, che si creano in partita e che hanno fatto sbandare spesso nei momenti caldi i granata. Il difetto maggiore nelle 17 gare finora disputate, infatti è che appena una partita si complica l’Aversa va in tilt. Stava succedendo lo stesso nella gara col Giugliano, ma poi la vecchia volpe Ingenito, ha levato le classiche castagne dal fuoco, inventandosi un colpo di testa in mischia, che, i supporters granata, lo sperano, potrebbe essere il segnale per una striscia di vittorie, capace di riportare al primo posto, l’unico che conta, i normanni. Le premesse e il potenziale sono buoni, ma come sempre nel calcio, l’ultima risposta spetta al campo.

Nicola Di Santo