Siamo a febbraio e la situazione dei rifiuti è tuttaltro che risolta. Mentre lestate, con le sue temperature elevatissime, da qualche anno sempre più proibitive, si avvicina a grandi passi, migliaia di tonnellate dimmondizia ci stanno letteralmente sommergendo. Nellattesa che accada qualcosa, qualsiasi cosa, le uniche speranze di risolvere il problema sono, al momento, una dichiarazione fatta dal Sindaco di Avesa Domenico Ciaramella, a margine di una riunione tenutasi presso il Commissariato Straordinario per lEmergenza Rifiuti:
Abbiamo chiesto lintervento dellEsercito Italiano per la raccolta dei rifiuti che giacciono sulle strade della nostra Città. Si, ma quando? A breve, appena sarà pronto un sito dove conferire i rifiuti, interverranno i militari dellEsercito Italiano. Ovviamente, non dipende dal Sindaco, ma quel A breve potrebbe significare qualunque cosa. A San Giorgio a Cremano la stessa frase fu pronunciata ben due mesi prima dellintervento reale non so se mi spiego. Forse dobbiamo riporre speranze nella famosa raccolta differenziata? Il Sindaco e gli assessori Farinaro (delegato alla pubblica istruzione) e Palmieri (delegato allambiente) hanno intenzione di predisporre, daccordo con i dirigenti delle strutture scolastiche, dei punti di raccolta di materiale differenziato presso le scuole superiori cittadine. Encomiabile iniziativa. Ma sul fronte dei rifiuti già a terra quanto incide? Zero! Ma forse liniziativa nasce perché si sta avvicinando il tempo del commissariamento? Non penso. Allora serve per il futuro. Si, ma nel mentre? Ripeto. Nel mentre, cosa facciamo? Tra laltro, proprio nel momento topico dellemergenza rifiuti, il Consorzio Geo Eco, lente che ne gestisce la raccolta, si trova, di fatto, senza consiglio damministrazione. In questo frangente, il presidente del consorzio Geo Eco, Isidoro Orabona ha dichiarato: Io non posso che rimanere in carica Lo faccio non per attaccamento alla poltrona, ma solo perché siamo al dunque Lassemblea dei sindaci è stata convocata per il prossimo 7 febbraio Da lunedì (oggi) dovrebbe sbloccarsi il sito di Ferrandelle, a Santa Maria la Fossa, e riusciremo finalmente a raccogliere qualcosa. Qualcosa? E il resto? Facciamo un piccolo conticino. A terra ci sono qualcosa come tremila tonnellate di rifiuti. Ogni giorno se ne producono e accumulano almeno altre 70/80 tonnellate. Da oggi al 21 giugno, solstizio destate, mancano i 29 giorni di febbraio (il duemilaotto è un anno bisestile, chi crede a certe cose si gratti pure), i 31 giorni di marzo, i 30 giorni daprile, i 31 giorni di maggio e i 21 giorni di giugno, totale 142 giorni. Moltiplichiamoli per 75 tonnellate giornaliere (di media) fanno la bellezza di 10.650 tonnellate, più le 3000 già a terra, fanno circa 14.000 tonnellate. Ipotizziamo che da domani mattina diventiamo una delle prime città italiane, no, anzi, al mondo, come percentuale di rifiuti differenziati, ipotizziamo almeno il 50% ( boom ). Ogni giorno, per i prossimi 141 giorni, riduciamo limmondizia per strada di ben 37,5 tonnellate. Rimarrebbero al 21 giugno sempre e tragicamente, più dottomila tonnellate di rifiuti putrescenti. Ipotizziamo che lEsercito ci tolga dalle strade ben 1000 tonnellate di mondezza; che se ne sversino a Ferrandelle non meno di 40 tonnellate ogni giorno per i prossimi cento giorni (molto, ma molto prima, purtroppo, la discarica sarà, invece, già piena). Fanno 5000 tonnellate eliminate dalle strade. E le restanti 3000? Ma vimmaginate cosa succederà con la temperatura oltre i trenta gradi? Purtroppo, e mettiamocelo bene in testa, tutte le meritevoli iniziative e proposte: Raccolta Differenziata, Rifiuti Zero, Dissociatore Molecolare, Trattamento meccanico biologico, Ossidoriduzione rappresentano le soluzioni future (forse). Di sicuro, oggi, e lo si dice con sgomento, cè solo la necessità indifferibile e incontrovertibile di scavare i famosi fossi. Occorrono discariche. Discariche discariche! Altrimenti, tra poco, la differenziata la faranno i vermi con i nostri corpi!
UGO PERSICE PISANTI