E’ la seconda volta che sono testimone casuale di un episodio del genere. Venerdì scorso, ad Aversa, sono passata accanto a un blocco di vigili e carabinieri che controllava il traffico. Un vigile con paletta alzata ha fermato un ragazzino su un motorino (ovviamente senza casco ). Quest’ultimo impassibile ha continuato la sua marcia come se niente fosse imboccando una strada a senso unico.

Mi sono avvicinata ai tutori dell’ordine e chiedendo spiegazioni sull’accaduto ho avuto la seguente risposta: “Signò questi non hanno paura di niente!” Come ogni racconto che si rispetti anche questo ha una sua morale. In un’anarchia totale come si può parlare di raccolta differenziata dei rifiuti, di responsabilità per questo stato di cose da terzo mondo (con tutto il rispetto), di civiltà, e di dignità? A tal proposito mi viene in mente una barzelletta (ah l’animo napoletano !) Dunque. Una signora con un bimbo va dal pediatra e fa un lungo elenco delle malattie di suo figlio: gli fa male la gamba, gli duole il petto, non mangia ecc… il pediatra la guarda e dice: " Signora si spogli ". La signora perplessa chiede : " Io " ? E il pediatra conferma: si lei, signora , lo facciamo da capo ! Ecco io penso sempre a questa barzelletta quando passeggio per Aversa in un mare di rifiuti . E mi dico "ma che vuoi cambiare qui è tutto da rifare !"

Graziella Mazzoni – Aversa