Gol al novantesimo in nove contro undici. Vince così l’Aversa tuttocuore la gara interna con il Pomigliano, con un gol del bomber Sarli all’ultimo minuto e quando ormai lo spettro della fine dei sogni di gloria aleggiava funereo sul Rinascita. L’undici granata era stato ragginto pochi minuti prima da una rete di Ausilio, dopo essersi difeso in nove, per via delle espulsioni che avevano colpito prima il portiere Robustelli (sostituito dal baby Polise, classe ’91)

per fallo da ultimo uomo e poi l’ingenuo difensore De Santo per un interveno da dietro che gli costava la doppia ammonizione. Partita di grande tensione quello con la squadra napoletana, dopo i fattacci dell’andata, che sul campo si è mantenuta su un apprezzabile savoir faire, grazie al grande senso di responsabilità da parte dei ventidue contendenti. A far saltare il tappo della tensione è venuto lo sconsiderato gesto di Ausilio, che dopo la rete del pareggio, si lasciava andare ad un’esultanza al limite della provocazione, correndo sotto la tribuna dei tifosi aversani con un dito davanti alla bocca a zittire gli spettatori di fede normanna. Davvero un brutto gesto, che faceva imbestialire i presenti, tenuti a freno da un tentativo d’invasione dalla prontezza d’animo delle forze dell’ordine presenti in buon numero. Il gol andava a pareggiare la rete di Chietti, che su punizione a metà del primo tempo aveva portato in vantaggio l’Aversa. A quel punto, in doppia inferiorità numerica e a cinque minuti dal termine, tutto sembrava perso. Fino al gol del bomber Sarli, che consente agli uomini del presidente Spezzaferri di rimanere aggiangiati al treno Barletta, che di riffa e di raffa ancora una volta riesce a vincere con un golletto la gara interna col la Viribus Unitis. Sempre sei i punti di distacco, ma questa vittoria con le modalità con cui è venuta, è una grossa iniezione di fiducia per la rincorsa degli aversani, che, promessa di Sarli "continuerà fino alla fine".

 Nicola Di Santo