Linchiesta relativa alla scalata dellUnipol su Bnl, che risale al luglio 2005, si è conclusa con 14 società e 31 persone fisiche indagate, tra loro anche limmobiliarsita, originario di Casaluce, Giuseppe Statuto. Secondo i Pubblici Ministeri, Luigi Orsi, Eugenio Fusco e Giulia Perotti sarebbero stati compiuti «atti di manipolazione» e «diffusione di false notizie concretamente idonee a provocare una sensibile alterazione del prezzo dell’azione ordinaria Bnl».
Nellelenco in cui figura il nome di Statuto, ci sono Giovanni Consorte, ex presidente di Unipol, Ivano Sacchetti ex amministratore delegato di Unipol, l’attuale direttore generale Carlo Cimbri e l’ex presidente di Holmo (la controllante di Unipol) e successore di Consorte, Pierluigi Stefanini, Franceso Gaetano Caltagirone, ispiratore dei cosiddetti contropattisti, che si opponevano al patto costituito da Bbva, Generali e Dorint. Sono indagati, tra gli altri, anche i controppattisti Vito Bonsignore, Danilo Coppola, Giulio Grazioli, i fratelli Lonati, Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto, nellelenco degli indagati ci sono anche Crédit Suisse First Boston, Deutsche Bank e Nomura. Le banche, stando alle accuse, dovevano trasferire ad Unipol le azioni attraverso la Hopa di Emilio Gnutti, le socie di Holmo: Adriatica, Estense e Nova Coop, di cui è presiedente da Fabrizio Gillone, ma anche attraverso la Talea di Alessandro Ghibellini e a Sias di Marcellino Gavio, Tra gli indagati ci sono anche gli ex vertici della Banca Popolare Italiana: Gianpiero Fiorani e Gianfranco Boni, il presidente di Carige Giovanni Berneschi; lamministratore delegato di Bper Giovanni Leoni; i vertici della Banca Popolare di Vicenza Giovanni Zonin e Divo Gronchi. I Pm ritengono regista delloperazione lex governatore della Banca dItalia Antonio Fazio, anche lui indagato insieme a Francesco Frasca, ex capo della vigilanza di Bankitalia. Secondo quanto si legge nellavviso di conclusione delle indagini, gli istituti di credito coinvolti: «( ) da un lato negoziavano con i contropattisti…l’acquisto delle azioni Bnl da questi detenute nell’ambito di una trattativa che, al 7 luglio 2005, già individuava in Unipol il reale acquirente; dall’altro,non essendo Unipol autorizzata a superare la soglia del 10% (sino al 15 luglio 2005) e del 15% (il 15 luglio) del capitale di Bnl e non avendo i mezzi per lanciare immediatamente e da sola l’Opa totalitaria, prendevano accordi con soggetti disponibili ad intestarsi nell’interesse di Unipol le quote dei contropattisti e che si sarebbero palesate al mercato il 18 luglio 2005». Accuse che poi dovranno essere provate.
Salvatore Pizzo