La Via Crucis del Venerdì Santo ha assunto quest’anno un significato particolare, a Villa Literno. I giovani della locale Azione Cattolica, coordinati dal vice parroco don Carmine Schiavone e dal parroco don Peppino Cartesio, hanno organizzato una via Crucis “alternativa”. “Siamo partiti dalla convinzione secondo la quale la croce è l’unità di misura di ogni cristiano – spiega Antonia Rillo, presidente dell’Azione Cattolica liternese –

per questo, oltre ai testi canonici, abbiamo attinto a testi di riflessione sulla figura di Cristo, come per esempio quelli di don Tonino Bello”. Coinvolgendo anche persone che abitualmente non frequentano la parrocchia, i giovani dell’Azione Cattolica liternese hanno voluto avvicinare il messaggio di Cristo alla società civile, attualizzando e contestualizzando i classici commenti, sostituiti per l’occasione da brani scritti dagli stessi giovani e accompagnando la processione con musica leggera italiana (da Ligabue a Guccini, da Branduardi a Fossati) ovviamente in tema. I simboli depositati ad ogni stazione sono stati scelti dai ragazzi dell’Acr. I commenti hanno toccato tematiche diverse, sia della politica internazionale (la fame nel mondo, la pena di morte) sia locale (l’emergenza rifiuti, la Camorra, il ruolo degli amministratori). Così, per esempio, nella stazione in cui i soldati si spartiscono le vesti di Gesù è stata compiuta una riflessione sui casi in cui gli uomini sono spogliati della propria dignità, ricordando il martirio degli Ebrei e la figura di Primo Levi, con lettura dell’introduzione di “Se questo è un uomo”; parlando della bellezza del creato è stato citato un passo de “I cento passi”, ricordando Peppino Impastato, “un ragazzo come noi che, in un paese come il nostro, 30 anni fa è morto per difendere la bellezza”. Particolarmente toccante, nella penultima stazione, il ricordo di don Peppino Diana, in concomitanza con la giornata del ricordo organizzata dall’Associazione Libera. È stato letto un ampio stralcio della lettera “Per amore del mio popolo, non tacerò”, prima del quale il parroco liternese ha chiesto un raccoglimento per tutte le vittime della camorra.

Di red