I candidati alle elezioni politiche hanno preferito parlare più della loro attività sessuale, con battute da osteria, che della cronica carenza di professionisti stabilmente assunti nella scuola italiana. Anzi, a pochi giorni dalle elezioni hanno disatteso un impegno che nella finanziaria del 2007 avevano preso facendolo divenire una legge, un piano di assunzione di 150mila docenti nel triennio 2007/2010.

Solo dopo le richieste delle organizzazioni sindacali, il Ministero dell’Economia si è detto disponibile ad autorizzare 25mila assunzioni. Un impegno che è stato ritenuto inadeguato dai sindacati: Cisl, Cgil, Uil e Snals. Un dato che non è per nulla entrato nel dibattito di questi giorni, come se i docenti da assumere in servizio non dovesse interessare a quei “politici” che si candidano a guidare il Paese. ”Con questo provvedimento in extremis, funzionale all’acquisizione del consenso elettorale in vista delle prossime elezioni politiche – sostiene Maristella Curreli, presidente nazionale dei Comitati insegnanti precari – non si contribuisce ad eliminare la precarietà, ne’ a conferire più qualità alla scuola statale e meno che mai ad onorare l’impegno che la maggioranza uscente aveva assunto, solo l’anno scorso, con la legge finanziaria -aggiunge- a fronte delle 150.000 immissioni programmate dal piano triennale, degli attuali 100.000 posti vacanti e dei 20.000 pensionamenti previsti per il 2008, questa soluzione copre poco più del 20% del fabbisogno, dimostrandosi di grande impatto mediatico e scarso effetto pratico”. Ma non finisce qui. ”In una scuola invasa di precari, impantanata nella precarizzazione dei rapporti di lavoro e, peggio, degli equilibri didattici, sarebbe stato più utile -sottolinea Curreli- realizzare un programma pluriennale per la totale copertura delle disponibilita’ chiudendo, nel contempo, il rubinetto delle Ssis che, a getto continuo, inondano la scuola di giovani docenti senza futuro per autofinanziare gli atenei. In sintesi -conclude- si sarebbe dovuto dare attuazione alla legge 143/04, immettendo in ruolo il 100% dei docenti necessari alla copertura dell’organico, subordinando l’attivazione di nuovi percorsi abilitanti al reale futuro fabbisogno, cosi’ come previsto dalla normativa in materia”. Dello stesso tono le parole del coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio: ”L’immissione in ruolo di 50mila docenti precari è un impegno di tutto il Governo sancito anche dalla legge Finanziaria e non siamo più disposti ad accettare il pin pong tra i ministeri dell’Istruzione e dell’Economia’. ”Il ministero dell’Economia – afferma Di Meglio – intende dimezzare il numero delle assunzioni, ma l’assegnazione delle 50mila cattedre stabilita dalla Finanziaria rappresenta un impegno preso da tutto il Governo e va rispettato”.

Salvatore Pizzo