La Cicala e la formica. La storiella è nota e può far molto male se coniugata in chiave calcistica. Questa volta d indossare i panni della cicala ci pensa lAversa Normanna, che allo snodo cruciale della trasferta di Fasano, domina in lungo e in largo, sprecando tutto e facendosi raggiungere allultimo secondo del quarto dei quattro minuti di recupero, e per giunta (beffa nella beffa) da un gol del portiere avversario.
Una partita incredibile quella andata in scena di fronte allo sportivissimo pubblico pugliese e a quasi duecento supporters granata che hanno seguito gli uomini di Sergio, speranzosi di mettere la parola fine a questo turbolento, e per questo bellissimo, campionato. Invece nulla da fare e anzi vantaggio ridotto ad un solo punto in virtù della contemporanea vittoria del Barletta in undici contro nove, in quel di Quarto. Eppure tutto si era messo nei binari giusti. La Normanna scesa in campo col solito 4-4-2, e presa per mano da Marasco teneva il campo, sfoggiando un gioco come mai visto questanno. Strepitosi Longo e Coquin sulle fasce ad aprire la difesa fasanese, che capitolava quasi subito per merito del colored granata che controllava al volo un lancio al bacio di quanta metri del divino Antonio e fatto fuori il suo diretto avversario batteva lestremo difensore biancazzurro. Da lì in poi lundici aversano giostrava da prima della classe, annichilendo la combattiva avversaria. Cozzolino e Posillipo spingevano come indemoniati e Zolfo era un autentico frangiflutti davanti alla difesa orchestrata con la solita maestria da Avolio e Di Girolamo. Le occasioni si sprecavano e per un puro caso e per la scarsa forma del duo dattacco Palumbo-Sarli (questultimo sceso in campo con i postumi di un influenza) il punteggio non si arrotondava. Il secondo tempo iniziava comera finito il primo e cioè con i granata in pieno controllo della situazione. A siglare il due a zero ci pensava Zolfo che lanciato da una triangolazione con Longo, raccoglieva il giusto merito per la sua squadra. A quel punto lAversa in maniera impercettibile tirava piano piano i remi in barca. Non che il Fasano facesse nulla di eccezionale, però si notava una certa supponenza mentale dei granata. Che si distraevano all togheter a metà della ripresa, lasciando inspiegabilmente libero in area il tornante Severino, che senza Cozzolino a mordergli sul collo, riceva una palla ai 15 metri, si girava e con un fiacco diagonale, accompagnato dal poco reattivo Robustelli, che si sdraiava, invece di parare, siglava l1 a 2. A quel punto il Fasano ci credeva e iniziava a spingere un po di più. Ma la pochezza tecnica dei pugliesi veniva fuori in tutta la sua evidenza e lAversa ormai addormentata (inspiegabile lavvicendamento di Longo, con il gamba molle Arini, invece di cambiare linvoluto Palumbo con il guerriero Caruso) su ritmi sonnolenti non correva nessun rischio. Fino al minuto 94, quando sullultima palla, per una punizione concessa per un fallo da dietro su Rufini, questi scodinzolava dalla trequarti una palla al centro area, e complice una uscita molle di Robustelli (Mariano certe palle si respingono con i pugni, altrimenti, meglio rimanere in porta) pareggiavano incredibilmente con il portiere Fortunato che di piatto appoggiava in rete una palla beffarda, che passando tra un nugolo di gambe si insaccava lemme lemme nella porta aversana. E il pasticcio era bello che fatto. E la cicala Aversa rimaneva con pochissimo in mano.
Nicola di Santo