All’origine dell’assassinio di Umberto Bidognetti, ucciso nei giorni scorsi per punire il figlio Domenico, che quale pentito del Clan dei Casalesi ha rivelato molti segreti dell’organizzazione criminale, ci sarebbero anche le rivelazioni che l’ex boss avrebbe fatto in merito alla colonna emiliana del Casalesi: l’arresto a Pavullo nel Frignano del 40enne Patrizio Zara per il suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di un altro Bidognetti,

Salvatore (altro figlio dell’uomo ucciso) che il 3 novembre 1997 venne ucciso all’uscita da un negozio di ferramenta a Casal di Principe. Zara per ordine di Francesco Schiavone (Sandokan) avrebbe segnalato la vittima ai presunti killer, Alfonso Diana, Luigi De Vito e Nicola Zara. Altri arresti avvenuti di recente nel modenese, riguardano quattro persone accusate di aver partecipato all’agguato nel corso del quale fu ferito Giuseppe Pagano, 54 anni, gambizzato in un cantiere edile a Riolo di Castelfranco Emilia. In carcere sono finiti: Antonio Noviello (32 anni, di Casal di Principe), considerato referente nella zona di Castelfranco, Enrico Diana (di Aversa, 26 anni), Rodolfo Spatarella di 31 anni e Giuseppe Claudio Virgilio, di San Marcellino. Diana è il nipote di Raffaele Diana detto Rafilotto, latitante del clan dei Casalesi, contro il quale Pagano testimoniò nel 2000 durante un processo per estorsione. Umberto Bidognetti era incensurato, non era mai entrato nei traffici del figlio e del nipote, Francesco Bidognetti detto "Cicciotto’e mezzanotte", che dal ’93 sta scontando un ergastolo. Umberto Bidognetti, al momento del pentimento del figlio, avvenuto nel novembre scorso, ha rifiutato il sistema di protezione. Altri parenti hanno pubblicamente condannato la scelta del congiunto di pentirsi.

Di red