Gentile direttore, le quantità di prodotti acquistati dalle famiglie per effetto dell’aumento dei prezzi è sempre più inferiore rispetto al passato. Sono crollati alcuni consumi quale pane – 6,3%, verdure – 4,2% e vino -4,6%, -2,6% per la pasta, -3,6% per il burro, -2,5% frutta,-5,6% olio di semi, e 1,7% per olio doliva. Le famiglie spendono per alimentarsi più per pollo +3,8% ,uova + 4,2% ed acqua minerale + 1,6% In totale ogni famiglia spende ogni mese :
106 Euro per la carne, per frutta ed ortaggi 84 Euro, pane e pasta 79 euro , uova 79 Euro e 64 Euro per latte e formaggi .Sono maggiormente penalizzate le famiglie monoreddito ed anziani e famiglie numerose. Come uscire da questa situazione? Sostenere i salari, gli stipendi e le pensioni con provvedimenti di sgravi fiscali e favorire i consumi ed il giusto prezzo, realizzando un mercato esclusivo degli agricoltori- in ogni comune italiano per la vendita diretta e senza intermediazioni dei prodotti. A questo proposito esiste la legge n° 301 del 29 Dicembre 2007 che permette di avviare in tutti i Comuni mercati gestiti dagli agricoltori sia in zone centrali che periferiche dei Comuni e con frequenza giornaliera, settimanale o mensile a seconda delle esigenze locali. Bisogna determinare, in ogni Comune in accordo con i commercianti e gli Assessori comunali al commercio un paniere di Beni di prima necessità a prezzi controllati. Distinti saluti.
Raffaele Pirozzi – Napoli