La storia iniziò 26 anni fa, per la precisione il 13 maggio del 1982, con un concerto dei Full Force di Gianni DArgenzio destinato ad avere un posto donore nella storia del jazz in Campania. Quel concerto alla discoteca Rendez Vous, organizzato da un gruppo di appassionati seguaci del jazz stanchi di girare lItalia in lungo e in largo per rincorrere festival e rassegne, segnò infatti linizio della lunghissima e fortunata attività del Jazz Club Aversa, che proprio in quei giorni prendeva il nome di Jazz Club Lennie Tristano, scoperte le origini normanne del grande pianista caposcuola del cool jazz.
Un gruppo di amici, dunque, non un gruppo di professionisti; non imprenditori, ma semplicemente amanti della buona musica: Franco Borrini, Nicola della Volpe, Gigione Basile, questi sono solo alcuni degli organizzatori, il primo nucleo di quello che poi, più semplicemente passerà alla storia come il Lennie Tristano. Non cè nessuno in Campania che conosca il jazz senza conoscere questo club. Il concerto dei Full Force fu il primo di una lunga serie: lanno dopo fu la volta di Lee Konitz e Chet Baker , nell84 quella di Al Grey ed Eddie Lockjaw Davis, artisti che per il momento si esibiscono in discoteca, non essendoci in città altri posti disponibili. Il 1985 registra il passaggio di Maurizio Giammarco con i Lingomania, formazione allora emergente dalla quale lunga fortuna avrebbero tratto musicisti attualmente richiestissimi come Flavio Boltro, Furio Di Castri, Roberto Gatto. Si giunge così al momento della svolta: I nostri decidono di avere una sede fissa dove suonare tutti i sabato sera. Un club, appunto, che sarà inaugurato in piazza Marconi il 9 novembre del 1986. E larrivo del jazz in Campania: il Lennie Tristano diventa in pochi anni il punto di riferimento per ogni appassionato di jazz della regione. A nessuno fanno paura i chilometri. Innumerevoli sono stati da allora le presenze di artisti internazionali, con una media di circa trenta concerti allanno. Agli inizi della stagione 1989 giunge un telefonata da Chicago. E Carol Tristano, figlia di Lennie. Ha saputo che ad Aversa cè un club dedicato a suo padre e vuole venirci a suonare. Il club la ospiterà per un concerto, la città la onorerà intitolando al pianista una strada. Parte da qui una stagione destinata a restare nella storia: ospiti del club i 29th Street Saxophone Quartet, Giorgio Gaslini, Massimo Urbani, gli Arcado String Trio di Hank Roberts, Tal Farlow, il World Saxophone Quartet e, soprattutto, Betty Carter, che alla fine del concerto dichiara entusiasta: Ci sono tre posti dove si può suonare bene in Europa: a Leeds in Inghilterra a Heidelberg in Germania e al Lennie Tristano di Aversa. E la consacrazione di uno spazio- cult.. E continuano così i grandi nomi, da Elvin Jones a Jan Garbarek, da John Surman a Jim Hall, ospitati negli spazi di una città che un po alla volta comincia a prendere coscienza del fatto che ormai il jazz fa parte della sua storia. Nellultimo decennio del 900 il jazz si è ormai diffuso in tutta la Campania, i musicisti della regione sono cresciuti, si suona ormai un po dovunque, nascono rassegne in altre città. Il Jazz Club del nuovo millennio, con il nome di Associazione Lennie Tristano- Aversa ottiene il riconoscimento di Ente di Rilievo Regionale. Dopo il concerto del violoncellista americano Erik Friedlander si lavora per creare un nuovo club, che verrà poi intitolato a Franco Borrini, il leader storico dellassociazione, scomparso una settimana prima dellapertura. Il Jazz Club si radica ben presto sul territorio cittadino, dando spazio da subito alle produzioni locali , ma non disdegnando affatto le star internazionali come Bruce Forman,o I Cordoba Reunion di Javier Girotto. Uno degli eventi della stagione di questanno è stato il concerto, del 16 maggio, del Trio di Mike Melillo tre giorni dopo lanniversario di quel fatidico 13 maggio 1982.
Martina Fontana